domenica 4 febbraio 2018

Messico, la terra dei Maya


Nella terra dei Maya – Vacanze 2014


Da qualche giorno si parla, sempre con maggior frequenza, di lasciare l'inverno lombardo per mete con mari caldi, spiagge bianche baciate da un caldo sole.
Gis, da qualche giorno, è all'opera per trovare qualche offerta conveniente sulla rete web.
Nei nostri pensieri c'è il Messico, che, nel periodo antecedente il Natale, ha buone temperature ed un meteo accettabile nella zona della Riviera Maya.
Finalmente, dopo aver rincorso le tante offerte sui vari siti, appare in Eden Viaggi quello che cercavamo : 11 giorni a Playacar, presso il Reef Resort Hotel allo strepitoso prezzo di 1.300- euro circa ( all inclusive ), per una vacanza che pare confezionata su misura per noi dall'11 al 22 Dicembre 2014.
Si vola in Agenzia per prenotare e dare inizio al nuovo sogno.
Come sempre, si cercano tutte le possibili notizie utili circa le attrazioni locali, i trasporti, la storia del luogo, il meteo, etc. reperibili in Internet.
Si stampano le notizie più interessanti, si consultano le recensioni di Trip, si approfondiscono gli argomenti ed arriva il giorno in cui il Tour Operator ci comunica il time-table della vacanza : siamo convocati a Milano alle 04,00 dell'11Dicembre.

La notizia non ci sconvolge particolarmente perchè ne eravamo, in parte, al corrente anche se non riusciamo a comprendere il motivo di essere presenti in aeroporto tanto tempo prima delle partenza che avverrà solo dopo le 08,00 del mattino.
Da bravi turisti low-cost ci rassegniamo a compiere il nostro dovere, che comporta di dover trascorrere una notte insonne davanti al banco del check-in in un aeroporto poco ospitale, dove i lavori per EXPO stanno travolgendo ogni cosa.
Arriva il fatidico giorno : un taxi ci porta in stazione per il treno regionale che ci trasferisce a Milano Centrale, dove saliamo sull'ultimo Malpensa Express, che arriva in aeroporto a mezzanotte ed un quarto.
Ci inoltriamo in un aeroporto quasi deserto, dove nella grande sala delle partenze, pochissime persone, molto assonnate, attendono il trascorrere del tempo mancante , che lentamente ( troppo ) si consuma fino all'avvio delle pratiche di imbarco.
Manca qualche minuto alle 04,00 quando compaiono i primi viaggiatori che, preoccupati dall'eccesso di peso dei loro bagagli, si danno un gran d'affare trasferendo cose da una valigia ad un'altra.
Non puntualissima è l'apertura del desk del check-in, dove una loquace capoturno, incurante del ritardo, arringa le proprie truppe elargendo istruzioni e consigli ( ma non poteva pensarci prima ? ).
Passiamo indenni al controllo bagagli, quello dei passaporti ed attendiamo annoiati la chiamata del volo.
Finalmente si parte!!!!, ...ma ci attendono oltre 13 ore di volo, uno scalo a l'Havana ed il caos dell'aeroporto di Cancun,
Il volo è tranquillo e tra colazione, pasto e lettura di un buon libro, qualche chiacchiera ed un pisolino, si arriva a Cuba, dove veniamo invitati a scendere, passare un secondo controllo bagagli ( molto superficiale, ma seccante ).
Attendiamo per due ore che sia finita la pulizia dell'aeromobile, sia fatto carburante e venga completato l'imbarco dei passeggeri che ritorneranno a Milano via Cancun.
Dopo un'altra ora di volo, piacevolmente trascorsa ad osservare dall'alto le coste, le mille isolette, il reef ed il bel mare di Cuba e della penisola dello Yucatan, sbarchiamo trovando una marea di persone in coda per il controllo dei passaporti.
Circa mezz'ora dopo, superato l'ostacolo, veniamo premiati dalla luce rossa della dogana che ci indirizza verso l'ispezione manuale dei bagagli, che ci vengono resi sottosopra, dopo un inutile opera di rimescolamento.
Gis riesce a scovare l'addetto dell'EDEN che ci conduce al bus del transfer, dove conosciamo gli altri partecipanti alla vacanza in terra Maya, mentre con molta pazienza si aspetta di recuperare i soliti ritardatari.
Si arriva in hotel dopo le 19,00 anziché le 16,00 previste e dopo la consegna delle chiavi della camera 121, prima villa a destra, piano rialzato con veduta sul giardino ( ? ) confinante con il Riu Palace, possiamo rilassarci ed iniziare la vacanza.






Una breve passeggiata fino al ristorante per una veloce cena a buffet e poi a cercare di recuperare un poco di sonno.

Giorno 1° - 12/12/14
La luce inonda la camera e ci invita ad alzarci.
Il cielo pare imbronciato, ma nel tempo che impieghiamo a vestirci ed arrivare in sala colazione, il sole fa capolino e le nuvole si aprono, svelando una bella e calda giornata.
Dopo una piacevole colazione, decidiamo, di comune accordo, di non esagerare con l'attività nei primi giorni e di recuperare il salto di fuso orario ( 7 ore avanti ), dedicandoci ad una prima passeggiata, senza correre il rischio di bruciarci al sole, per fare foto alla spiaggia ed ad un mare che cangia la propria tonalità di colori dal trasparente all'azzurro intenso.



Dopo circa 1 km. interrompiamo bruscamente la camminata, ricordando di non aver chiuso la cassetta di sicurezza ed aver lasciato, in bella vista, denaro ed altro.
Di corsa in albergo per ovviare al guaio, fortunatamente senza conseguenze ( ad altri non andrà così bene ).
Dopo aver trovato due lettini ed un ombrellone libero, proviamo i primi tuffi in un'acqua non proprio calda, ma che consente un buon tempo di immersione e relax.
La giornata scorre lentamente e quando il sole accarezza l'orizzonte, spingiamo la nostra curiosità nelle adiacenze, arrivando sino al piccolo centro commerciale, dove una decina di negozietti allettano i turisti con grande quantità di merce, non sempre a buon mercato e di poca qualità.
Mi lascio convincere ad acquistare la prima di molte altre magliette.
Gis prova e compra un paio di occhiali da sole in sostituzione di quelli rotti.
Rientriamo per la cena, che, personalmente, troverò sempre gradevole, con abbondanza di scelte, anche se qualche pietanza sarà saccheggiata ( a scapito dei ritardatari ) senza pietà.

Giorno 2° - 13/12
Dopo un buon sonno ed una buona colazione, salutati da una bella giornata, decidiamo di arrivare a Playa del Carmen, percorrendo, a piedi, la distanza di circa 1 km lungo la riva del mare.
Ammirando o disapprovando le ville ed i grandi residence costruiti a ridosso della bellissima spiaggia, arriviamo al molo di partenza dei ferry che approdano a Cozumel.
Passando attraverso il dehors di “El senor Frog” ci immettiamo in una piazza in cui giganteggia un'enorme scultura in bronzo, raffigurante due figure umane contrapposte che vengono sollevate in alto da un'onda.






Nel recinto della piazza notiamo il palo da cui i “voladores” eseguono il loro numero lasciandosi cadere a terra appesi per i piedi ad una cima.
Ci immettiamo sulla 5^ Avenida ( un vero mercato in strada ) dove, uno a fianco del successivo, piccoli e grandi esercizi commerciali vivacizzano la strada, quando, ad ogni passo qualcuno cerca di attirare il turista all'interno del negozio per offrire la propria merce o grida per attirare l'attenzione dei probabili clienti.
Dopo nemmeno 10 minuti cresce la voglia di essere lasciati in pace.
Camminando nella folla che in certi momenti rende difficile proseguire, cerchiamo un punto di riferimento trovato in internet : l'agenzia turistica di tre italiani, che qui hanno trovato una possibilità di lavoro.
Uno sconosciuto, dalla fluente parlata italiana, ci indirizza esattamente a ciò che cerchiamo e proprio sotto l'insegna dell'hotel “Banana” troviamo il minuscolo ufficio della “Caribe Viaggi” da cui acquistiamo, per circa 4.500 pesos, le escursioni per l'Isla Contoy / Mujeres e Tulum / Cobà / Playa Paraiso.
Vaghiamo senza una precisa meta fino al momento di far rientro in albergo, dove, dopo un buon bagno in mare ed una doccia calda, arriva la sera.

Giorno 3° - 14/12
Il giorno trascorre pigramente in spiaggia tra mare, ristorante, passeggiata e visita al centro commerciale, dove facciamo cambiare moneta per completare i pagamenti delle escursioni.

Giorno 4° - 15/12
Alle 06,15, al suono della sveglia, ci alziamo ed andiamo alla reception a aspettare il mini-van per 10 persone, che arriva puntuale con a bordo una ragazza che si dichiara italiana di origini siciliane e che ci farà da guida per tutto il percorso.
Dopo aver raccolto tutti i partecipanti, raggiungiamo in circa un'ora, Cancun ( Porto Juarez ) che ci lasciamo alle spalle per raggiungere uno sperduto approdo , dove ci fanno attendere a lungo la barca che ci porterà a destinazione.
Mentre inganniamo l'attesa con una veloce e frugale colazione, gentilmente offerta dall'organizzazione, arrivano altri minibus che portano gente, che si aggiunge al nostro gruppo.
A bordo ci equipaggiano di giubbetto salvagente e dopo 40 minuti ci fermiamo a ridosso di un reef povero di vita, dove cerco di catturare immagini di pesci che non vogliono collaborare.
Lo sbarco ad Isla Contoy, una piccola roccia eletta a parco naturale, finisce direttamente nei servizi igienici dell'isola, dove sembra che tutti abbiano bisogno di lasciare qualcosa.
Ci accodiamo alla nostra guida che ci introduce nel piccolo, simpatico museo di storia naturale e ci scorta per tutta l'isola sino al luogo di nidificazione delle numerose FRAGATE ( Fregate ), che qui hanno eletto dimora.
Dopo un pranzo modesto ma saporito, cucinato in loco, ci disperdiamo sulla spiaggia , chi a prendere il sole, chi a fare il bagno, chi a pisolare, chi a fare foto.





Alle 14,00 tuta la truppa viene chiamata a raccolta ed imbarcata ed in 30 minuti trasportata al porticciolo di Isla Mujeres, dove liberi da vincoli, ci disperdiamo tra le diverse vie adiacenti, concedendoci, al bar del porto, un fresco latte di cocco, consumato direttamente nella sua noce.



Una lunga passeggiata lungo la spiaggia ci conduce ad ammirare lo splendido spettacolo del sole che sta tramontando.





La navigazione del ritorno sembra non finire mai e solo a sera inoltrata riusciamo a cenare, per poi rifugiarci in camera a smaltire la stanchezza.

Giorno 5° - 16/12
Ancora stanchi per l'escursione del giorno avanti, optiamo per l'assoluto relax in spiaggia e brevi passeggiate sulla riva del mare.

Dopo cena subito a nanna, dopo aver allarmato tutte le possibili sveglie.

Giorno 6° - 17/12
Un suono fastidioso interrompe il nostro sonno e ci butta giù dal letto ad un'ora impossibile, ma necessaria per fare una veloce colazione ed andare all'ingresso ad attendere il minibus che ci porterà a Tulum, Playa Paraiso e Cobà.
Rimpiangiamo l'allegra e simpatica guida messico-italiana del giorno prima, anche se apprezziamo la cultura e la proprietà di linguaggio di quella odierna.
Dopo circa un'ora di viaggio, giungiamo all'ampio piazzale della zona archeologica di Tulum, dove tutti i bus si raccolgono per scaricare la folla di turisti che, in maggior parte a piedi, percorre il chilometro di strada che porta alla biglietteria ed all'ingresso del sito, dove divisi per lingue d'origine, veniamo introdotti alle rovine.
Davanti a noi si apre la magnifica vista del parco archeologico su cui troneggia “El Castillo”, principale e meglio conservata attrattiva del luogo, che si affaccia su una bellissima spiaggetta di sabbia bianca ed un mare dai fantastici colori, cui si accede per una ripida scala in legno.




La vista che si gode alle spalle del “ Castillo “ è assolutamente eccezionale, per i colori del mare, della terra, del cielo e quando arriva il momento di lasciare il sito, non si riesce a staccare gli occhi da tanta bellezza.


Una veloce corsa in bus ci lascia in un non ben identificato luogo di Playa Paraiso, a godere per un'ora dello spettacolo di questo tratto di costa : sabbia bianchissima, mare turchese dai colori cangianti, sole caldo palme scosse dal vento e la magia di una natura che cattura l'anima.











Viene il momento di ripartire per Cobà, che dista almeno una cinquantina di km. che percorriamo abbastanza velocemente ed agevolmente per strade ben tenute.
Ci fermiamo, per il pranzo, in un ristorante che, sotto un ampio capannone, ospita almeno 300 persone cui viene servito un pasto economico costituito da ottimi piatti locali.
Fortunatamente sopravvissuto ad una salsa verde dal gusto esplosivo, mi accodo ad una nuova guida, che ci porta all'ingresso del parco archeologico distante non più di 300 metri e qui, dopo una breve escursione nella storia del luogo, ci lascia liberi di decidere se fare a piedi od in bicicletta i 4 km. circa che ci separano dal cuore del sito.
Decidiamo, dopo un inutile tentativo di trovare la bici adatta a Gis, di noleggiare un triciclo con conducente ( 120 pesos ) che ci scorrazza per una strada sterrata che si addentra in una fitta foresta sino ai piedi della “piramide”, dove non resistiamo alla tentazione di arrivare in cima, per constatare che siamo immersi in un mare di verde di cui non si scorge la fine.



Dopo le dovute soste ai vari monumenti, terminato il tempo libero a disposizione, ci riconsegniamo all'autista del bus che ci riporta in hotel.
Cena, breve passeggiata e poi la resa per stanchezza.

Giorno 7° - 18/12
Pensando che oggi sarebbe già finita una normale vacanza di 7 giorni, ci godiamo ancor più un'altra splendida giornata di relax.
A cena convinco Gis ad assaggiare un “TANGO/MANGO” versione locale del Daiquiri, che viene apprezzata più per la parte coreografica del colore, che per la componente gustativa.
In futuro apprezzeremo solo la versione analcolica.
Prima di dormire programmiamo l'escursione del giorno dopo, che sarà del tipo “ fai da te “.

Giorno 8° - 19/12
Ci alziamo con molta calma e dopo colazione, giunti alla reception, facciamo chiamare un taxi per arrivare sino alla zona di partenza dei “collettivos”, minibus per 10/12 persone, che percorrono, senza tregua, il tragitto Playa del Carmen – Tulun o Cancun.
Appena l'automezzo è colmo, si parte, comunicando all'autista la propria destinazione, che oggi è il “Cenote DOS OJOS” ( 2 occhi ) che dista circa 35 km.
La fermata è proprio davanti all'ingresso, a meno di 200 metri da una piccola costruzione in legno che funge da reception, dove ci viene detto che l'ingresso costa 100 pesos a persona, senza specificare che a nostro rischio resta il compito di raggiungere il cenote con circa 10 km. di strada dissestata difficilmente percorribile con le biciclette messe GRATUITAMENTE a disposizione dei clienti.
Per ovviare al problema, paghiamo altri 800 pesos per un passaggio in auto che ci fa arrivare fino al deposito delle attrezzature subacquee, dove ci vengono consegnate una muta tutta buchi, una maschera e le pinne per immergerci nel primo dei 2 OCCHI, dove si tiene una specie di “scuola guida”, essendo di superficie ridotta e poco profondo, anche se bello e con acqua molto trasparente.



Dopo 15 minuti di nuotata, usciamo e veniamo indirizzati al secondo “ occhio “ , molto più grande e profondo fino a 20 metri.
Ci viene assegnata una torcia subacquea e tutti in fila ci addentriamo, nuotando, nelle diverse sale delle grotte interne, passando tra stalattiti che arrivano a pelo d'acqua o che proseguono in immersione fino a congiungersi con le stalagmiti che si ergono dal fondo.
In alcuni tratti il soffitto è ad una decina di centimetri sopra la nostra testa, in altri il tetto è altissimo ed abitato da silenziosi pipistrelli, che disturbati dalle voci e dalle luci, spiccano il volo per trovare un riparo più sicuro.
Quaranta minuti dopo, piuttosto infreddoliti dalla lunga immersione in acqua non propriamente calda, ci ritroviamo al punto di partenza e ritorniamo a vedere la luce del giorno.
Svestita la muta-gruviera e riabituato il corpo alla temperatura esterna, andiamo a zonzo per il bel parco pieno di verde, facendo acquisti e raccogliendo immagini di questo luogo straordinario.
Quando riteniamo esaurita la visita, un autista ci riaccompagna all'entrata e poi, con una veloce corsa sun un collettivos strapieno, ci facciamo portare a Playa del Carmen ( 80 pesos in 2 ).
Al rientro in hotel, una calda e croccante pizza ci aiuta a disperdere la stanchezza.
Dopo una lunga doccia calda ed una buona cena, eccoci pronti a programmare l'escursione alla spiaggia di Akumal, dove abbiamo intenzione di andare il giorno dopo.

Giorno 9° - 20/12
Il cielo promette acqua, ma si parte ugualmente.
Il taxi ci porta alla partenza dei collettivos, da dove imbarchiamo per Akumal ( playa ) passando attraverso una pioggia da diluvio universale, che riesce persino a far rallentare la corsa del minibus.
Pochi km. prima del punto di arrivo, rispunta un sole incerto che ci aiuta, tra un acquazzone e l'altro, a raggiungere la punta estrema del litorale, dove le formazioni coralline del reef si fondono con la costa in modo così poco entusiasmante, da farci decidere di riprendere la strada verso il centro della spiaggia.
Camminando a bordo mare, incontriamo alcune ville abbandonate da tempo, un resort molto carino e ben tenuto ed infine la lunga spiaggia orlata di palme.
L'ordine e la pulizia del luogo è piuttosto approssimativa e facciamo fatica a trovare un posto decente, dove non vi siano stati lasciati rifiuti, alghe ed altro.
Il tempo è ancora incerto ed il cielo scuro, ma trovato un posticino dove lasciare la nostra roba, mi butto in acqua alla ricerca delle famose tartarughe stanziali, che trovo a meno di 100 metri dalla riva mentre brucano su un fondale dall'acqua molto bassa.
Spunta un sole a tratti molto caldo e ne approfittiamo per una passeggiata in cerca di inquadrature del paesaggio, che, purtroppo, non ha i colori di Playacar.





Rientriamo in hotel per una meritata merenda, in attesa di chiudere una giornata piuttosto movimentata.

Giorno 10° – 21/12
La vacanza volge al termine e vogliamo dedicare la giornata ad una più accurata visita di Playa del Carmen e della sua spiaggia.
Dopo colazione, ci incamminiamo lungo la riva su cui il mare agitato degli ultimi giorni ha gettato una grande quantità di alghe, che i più volenterosi sotterrano sulla spiaggia.
Arriviamo al molo di partenza dei traghetti per Cozumel ed alla piazzetta dove i voladores volteggiano legati per i piedi ad un alto palo e proseguendo oltre la grande scultura bronzea posta sulla spiaggia, lentamente percorriamo la lunga spiaggia su cui si affacciano alberghi, ristoranti, residences e costruzioni di vario tipo, che sembrano volersi gettare a mare, tanto sono vicine alla riva.




L'unico bell'edificio è un albergo : il “El Tai “ che ricorda vagamente l'architettura di Bangkok, mentre tutte le restanti sono solo immensamente ingombranti e fuori luogo, avendo rubato spazio all'arenile che ora deve essere protetto dall'erosione del mare.
Arriviamo fino ad un grande molo che si protende in mare davanti all'Avenida Constitucion da dove una bella spiaggia si snoda per parecchi km. dopo il capo che delimita l'abitato di Playa del Carmen.
Al ritorno, dopo una fugace occhiata al sito delle rovine Maya di Playacar, godiamo dell'ultimo bagno in mare davanti all'hotel.

Giorno 11° – 22/12
Ci svegliamo consapevoli che prima di sera lasceremo questo piccolo paradiso dal sole caldo.
Armiamo le macchine fotografiche per gli ultimi scatti, anche se il cielo è scuro ed imbronciato, tanto che all'ora di pranzo si scatena un furibondo temporale, che disperde chi era rimasto in piscina a prendere fino all'ultimo raggio di sole.
Chiudiamo le valige, consegniamo le chiavi, regoliamo il conto e ci mettiamo in attesa del transfer per l'aeroporto, che aspettiamo inutilmente fin verso le 18,30-
Il tempo passa, e quando sono le 2o nessuno ci ha ancora raccolto, nonostante ripetute telefonate fatte alla referente di Margò.
Dopo l'ennesimo sollecito spunta un minibus che, con calma, raccoglie noi ma lascia terra un'altra persona colpevole di essersi temporaneamente allontanata dal gruppo.
Arriviamo al check-in con il desk già chiuso, ma fortunatamente dopo di noi dovevano ancora imbarcare i vacanzieri diretti a Roma.
Questa volta ci è andata bene!!!!!!
Il viaggio di ritorno è stato lungo e noioso, interrotto da pranzo, cena, un poco di musica ed un paio di film, senza quasi riuscire a chiudere un occhio per la scomodità del sedile.

Giorno 12° - 23/12
Sbarchiamo a Malpensa dopo le 15,00 e dopo aver recuperato i bagagli, esaurito le formalità di frontiera, riusciamo ad arrivare a Milano per le 17,00 e finalmente a casa.
Ci vorranno parecchi giorni per smaltire il cambio di fuso orario ed adattarsi alle temperatura invernali, ma ci consola il fatto che è N A T A L E !!!!!
Una vacanza perfetta, vissuta in un ambiente piacevole, in un buon hotel, con un mare stupendo dai colori assolutamente da ricordare.


                                   Fine


CUBA - Cayo Largo

CUBA – Cayo Largo 2017

Forse questa è la volta buona!!!!
Da quando abbiamo prenotato e confermato in Agenzia il pacchetto di viaggio con destinazione Cuba – Cayo Largo dal 3 al 10 Aprile, è la terza volta che Eden Viaggi ( Margò ) ci sposta, qualche ora per volta, la partenza da Verona.
Avremmo dovuto partire alle 08,00 ed invece tutto è stato spostato alle 15,15 con conseguente perdita di un'intera giornata, perchè arriveremo in hotel alle 21 circa ( ora locale -7 rispetto all'Italia ).
Pensavamo di goderci un bel bagno in piscina, il fresco della sera ed una buona cena, ma dovremo cambiare piano.

Finalmente arriva il 3 Aprile.
Con la massima calma arriviamo al parcheggio, lasciamo l'auto e, dopo un breve tragitto, eccoci in aeroporto, primi davanti al desk della Eden.
In pochi minuti sbrighiamo le formalità d'imbarco, proseguiamo con la trafila del controllo bagagli e documenti e ci accomodiamo nelle sale di partenza passando per il duty free.
Dopo oltre due ore di noia in attesa dell'imbarco, finalmente si sale a bordo ed in qualche modo riusciamo a trascorrere le 12 ore di volo, riuscendo ad intravedere, nella luce del tramonto, le coste di Cuba e degli isolotti che la contornano.
Dopo le solite formalità di dogana ed essere stati rimpallati da un bus all'altro, con un breve viaggio di 10 minuti, ci troviamo sulla piazza della Marina, di fronte all'ingresso di “VILLA MARINERA”.
Ci presentiamo in reception e capiamo ( più per intuito che a parole ) che non risulta esserci alcuna nostra prenotazione.
Ci mandano, comunque, a cena, sperando di risolvere il problema, di cui un simpatico cameriere che parla un poco di italiano, si fa carico e che comunque, per quella sera, rimane irrisolto.
Lasciamo il nostro documento di viaggio, sperando che la tecnologia di Internet possa risolvere l'impasse.
Ci dicono di raggiungere il bungalow n. 121, che è il penultimo in fondo ad un giardino buio e sconosciuto, che neppure la lampada della cameriera venutaci in soccorso riesce ad illuminare decentemente.
Ammucchiamo le valigie e dopo una buona doccia ristoratrice di acqua salata ( il problema è lavarsi i denti !!), cercando invano di dare una regolata al condizionatore, riusciamo ad addormentarci.
Fortunatamente le zanzare sono andate in vacanza ed il sonno risulta abbastanza tranquillo, fino a quando la luce che filtra da porta e finestre non ci convince ad alzarci.

04 Aprile 2017
Ancora un poco assonnati per il cambio di fuso orario, facciamo a ritroso il percorso della sera prima, scoprendo che non era poi così difficile trovare la nostra sistemazione, anche se di notte.....è tutta un'altra cosa.




Mentre affrontiamo la nostra prima colazione, piuttosto spartana e poco attraente, che peggiorerà di giorno in giorno, aspettiamo il referente Eden, che ci illustra le meraviglie ( poche ) di quest'isola cubana.
Chiediamo, ad una nuova addetta alla reception, il nostro foglio di viaggio e scopriamo che quella della sera prima lo ha disgraziatamente portato chissà dove e che al momento è irrecuperabile, nonostante l'intervento del buon cameriere che parla italiano.
Il pezzo di carta sparito è importante perchè contiene il biglietto aereo, senza il quale.....
Con qualche preoccupazione in testa ritorniamo alla nostra camera e dopo aver armato la macchina fotografica, usciamo per la prima ricognizione, restando nel centro abitato.
Ci avviamo lungo la riva del canale che sta di fronte a Villa Marinera, scoprendo che nel grande ma poco curato giardino sono posizionati una dozzina di bungalow in legno realizzati per accogliere due unità abitative ( una grande camera, bagno, patio esterno anteriore e posteriore, arredamento sufficiente, cassaforte e frigo con una bottiglia d'acqua che viene sostituita ogni mattina ).
La piscina del resort è piccola, anche per i pochi clienti, leggermente torbida e riempita con acqua salmastra uguale a quella che esce da tutti i rubinetti dell'isola.



Usciamo attraversando la sala da pranzo con annesso bar e siamo subito nei giardini antistanti la stazione marittima, dove una decina di imbarcazioni aspettano... ( ma cosa ? ).
Una bella costruzione, sotto alte palme da cocco, ospita l'unico bar dell'isola e l'accesso ai pontili di imbarco verso le spiagge.




Nella piazzetta antistante è collocata una fontana senz'acqua ( bisognosa di tanta manutenzione ) e qui troviamo anche alcune bancarelle ( 5 ) stracolme di souvenir e l'unico negozio, che rimane chiuso per la maggior parte della giornata.
Gis si fa prendere dall'entusiasmo alla vista di un paio di prendisole, carini e tutti buchi, che acquista subito, ma che cambierà in giornata a causa di misure non perfette.
Passiamo in banca per cambiare qualche euro in CUC , anche se tutti accettano, alla pari, la nostra moneta, per avere un piccolo guadagno di qualche centesimo,
Qui la tecnologia è arrivata a piedi e forse una parte è ancora in ritardo, perchè nonostante il personale avesse un PC, la maggior parte delle operazioni è stata fatta a mano, prendendo appunti con la penna.
Ci dirigiamo verso l'ufficio del turismo, dove, una simpatica ragazza, gestisce tutte le prenotazioni delle gite, delle immersioni e quant'altro possibile.
Acquistiamo ( per 4 euro ) i biglietti per visitare il rifugio/allevamento delle tartarughe marine, che vengono tenute in alcune vasche circolari, secondo le rispettive età.
Delusi dalla pochezza del sito, facciamo ritorno all'ufficio per acquistare :
  • una doppia immersione da fare il giorno appresso ( euro 90 ),
  • la gita in barca a diverse spiagge, pranzo ed altre amenità, per il terzo giorno successivo ( euro 120 ).
Ritorniamo in hotel per il pranzo, godendoci la prima parziale delusione in merito al trattamento di all inclusive, che col passare dei giorni sarà sempre peggio.
Il pomeriggio lo trascorriamo in piscina, dove ci viene servita, da un volenteroso inserviente, una noce di cocco fresca, raccolta e aperta per consumarne succo e polpa.
Non fa molto caldo e verso sera continuiamo l'esplorazione del nulla arrivando fino al negozio di tabacchi e liquori che sta in fondo all'abitato, quasi dentro l'aeroporto.
La passeggiata termina in sala da pranzo, dove scopriamo che l'alternativa esiste solo quando c'è disponibilità di materia prima che arriva ( in modo incostante e saltuario ) via mare ogni qualche giorno.
Scopriamo anche che il personale ( per lavorare tutti ) viene fatto turnare ogni 3 settimane e lasciato a casa per 10 giorni, prima di riprendere il lavoro.
Salutiamo, quindi, il cameriere che aveva cercato di esserci utile ed attendiamo il nuovo personale, sperando inutilmente che i nuovi addetti alla cucina migliorino la situazione.

05 Aprile 2017
Al suono della sveglia mi sforzo di alzarmi, anche se sono solo le 07, perchè devo presentarmi al diving per le immersioni di oggi.
Raccolgo muta, maschera, computer e mi avvio sotto un sole già abbastanza caldo.
Arrivo troppo presto ed in attesa dei sub che vengono prelevati presso i vari hotel dell'isola ( in arrivo con apposito bus ) riempio i moduli necessari, prendo gav, pinne e cintura dei pesi ed inizio il trasporto verso la barca.
Un'impressione di molta approssimazione mi infastidisce e mi lascia perplesso.
La confusione nel piccolo specchio di poppa della barca, dove sono ammucchiate persone, attrezzature, bombole ed altro, è molta, ma in qualche modo ci prepariamo.
Si esce dal porto-canale e dopo aver raggiunto un primo punto di immersione, qualcuno cambia idea e ci spostiamo in altro luogo, oltre la pass della barriera corallina, evidentemente perchè il mare con onda in calo consente una sosta al largo.
Quando arriva il momento del briefing, il dive-master mi mostra una lavagnetta con una specie di grafico ( profondità ? tempi ? ) e con due parole liquida le istruzione per l'uso, mentre chiedo invano due pinne dello stesso numero ( farò le immersioni con un 39 ed un 42 ).
Vado in acqua per ultimo, ma nessuno mi aspetta mentre ho qualche difficoltà ad immergermi per l'insufficiente quantità di pesi, che con molta flemma mi vengono abbondantemente e sproporzionatamente integrati.
L'immersione è un continuo yo-yo per la precaria e difficile regolazione dell'assetto, ma riesco a vedere un'aquila di mare, uno squaletto, qualche cernia, vario pesce ed un fondale di non grande bellezza, pur avendo sfiorato i 37 metri.
Mi accorgo che l'aria si sta esaurendo molto velocemente e pochi minuti dopo aver dichiarato i 50 bar, sono costretto a segnalare che sono senz'aria a 15 metri e con qualche minuto ancora da restare in immersione.
Il compagno mi passa la seconda frusta ed in coppia attendiamo la fine dell'immersione, mentre viene lanciata la boa di segnalazione ( il famoso “cazzillo” ).
Emergiamo, ma della barca nessuna presenza.
Restiamo almeno 10 minuti a galleggiare in un mare non proprio tranquillo ( vero motivo per cui la barca era finita dentro la barriera ) e poi veniamo tirati a bordo.
Né un bicchiere d'acqua, né un frutto : un'ora dopo siamo sul secondo sito di immersione.
Risolto il problema dei pesi, l'immersione si svolge tranquillamente su un fondale di circa 10/12 metri, molto più colorato e ricco di vita del precedente, dove riesco a scattare una discreta quantità di fotografie accettabili.








Circa un'ora dopo siamo tutti a bordo, pronti a rientrare.
In porto ci attende il trasporto delle attrezzature, il risciacquo degli strumenti ed il ritorno in hotel, dove Gis è arrivata prima di me dall'escursione sulle spiagge di punta Sirena.
Un pranzo veloce e poi tempo libero fino a sera, preparando l'escursione del giorno dopo, tra isole e spiagge.

06 Aprile 2017
Ci alziamo presto per la colazione e per il successivo imbarco su un catamarano strapieno di casinisti italiani, tutti provenienti dall'Eden Village.
Il primo stop si fa sulla bianca spiaggia dell'isolotto delle iguane, dove sbarchiamo, dopo un breve percorso in un'acqua trasparente, accolti dai piccoli rettili, unici abitanti del posto, che aspettano cibo.








Dopo un'ora circa, dirigiamo per il secondo punto di ormeggio a ridosso della barriera corallina, dando fondo in un'acqua trasparente ed azzurra, che ispira un bagno ed una breve esplorazione del fondale da cui si levano begli agglomerati di corallo, riccamente abitati.
Usciti dall'acqua ci aspetta il pranzo : una eccellente aragosta alla cubana ( con pomodoro, sapori e riso), che ci viene servita in abbondanti porzioni, cui fa seguito una ancora più abbondante distribuzione di rum-cola.
Si riparte verso una zona di bassi fondali di sabbia bianca, descritti come “piscine naturali”.
Lo spettacolo è suggestivo perchè il mare è trasparente, quasi bianco, come la sabbia del fondale che sta sotto i nostri piedi ad una profondità da 10 a 50 cm.




Rischiando l'insolazione, ci avventuriamo per questo strano luogo, dove raramente incontriamo piccoli pesci che fuggono spaventati, qualche grossa conchiglia e qualche stella marina, ma la vita su questa distesa di sabbia non deve essere molto facile.
Si risale in barca e dopo qualche tempo siamo nuovamente ormeggiati a lato della barriera corallina, dove si scorge lo scafo martoriato di una barca affondata.
La trasparenza ed il magnifico colore azzurro dell'acqua ci invitano ad un nuovo bagno, mentre la maggior parte dei passeggeri ha ormai perso lucidità, dopo aver prosciugato almeno una dozzina di bottiglie di rum.
Lasciato l'ormeggio, ci dirigiamo al porto per il rientro, costeggiando le bellissime spiagge di playa Paraiso, playa Sirena ( salutata con un'estemporanea calata di costumi da bagno ) e le sabbie affioranti di punta Sirena, che doppiamo per immetterci nel canale.


Lasciamo la barca ed i suoi ospiti alle 16,30 circa per tornare in hotel e fare una doccia rinfrescante.
La cena ed una passeggiata completano il giorno.

07 Aprile 2017
Aiuto!!!! Le formiche ci hanno invaso !!!!
Gis, aprendo gli occhi al mattino, trova accanto al cuscino l'esercito invasore, che durante la notte ha cercato di impadronirsi del suo letto, anche se l'attacco non è perfettamente riuscito.
Dopo colazione, mentre in reception ci danno il vaucher per una giornata da passare all'hotel Playa Blanca, avvisiamo sull'accaduto, sperando che qualcuno faccia qualcosa.
Andiamo in piazza ad attendere il bus, che alle 9,30 ci porterà all'altro albergo del gruppo, dove potremo usufruire di tutti i servizi.
L'hotel è l'ultimo ed il più distante tra tutti, senza spiaggia propria da quando un uragano la ha spazzata via completamente, ma è architettonicamente bello, essendo costituito da una serie di villini con 6 unità abitative e dalla grande piscina che sostituisce la spiaggia assente.
Percorriamo circa un chilometro prima di ritrovare un poco di spiaggia davanti alla sfilata degli hotel che sono stati costruiti lungo questo tratto di costa, fino ad arrivare al Sol Cayo Largo che è l'ultimo, praticamente a fianco dell'aeroporto, a circa 8 km. da dove siamo partiti.
La spiaggia, in qualche punto erosa fino al 90%, è molto bella, bianca, di grana fine ed il mare ha colori bellissimi, tra il trasparente e l'azzurro intenso.











Camminiamo, faccio il bagno ( Gis esplora ) e poi si ritorna per il pranzo, che qui è tutt'altra cosa che al Villa Marinera : molta la varietà di scelta al buffet, buona la qualità, bella la presentazione del cibo, bibite servite al tavolo e sopratutto quello che manca viene reintegrato.
Sconsigliatissimo il caffè fatto con l'acqua salata.
Aspettiamo in piscina l'ora del ritorno e con una punta di malinconia rientriamo al nostro hotel, dove ci attende una scarna, triste cena.
Mentre aspettiamo il bus che ci riporterà al Playa Blanca per lo spettacolo serale, pensiamo di noleggiare un quad per il giorno successivo.
Lo spettacolo organizzato dall'animazione non è un gran che e la stanchezza si fa sentire.
Tutti a nanna.
08 Aprile 2017
Dalla reception chiamano il noleggiatore, che arriva con un enorme fuoristrada, ma che rimane leggermente deluso quando apprende che non ci interessa un'auto, ma solo un quattro ruote per sei ore.
Prendo il mezzo, rientro in hotel e carico Gis, che con la mia muta a mo' di cuscino per attutire i sobbalzi, grida, ad ogni buca, di andare più piano.
Oltrepassiamo il Playa Blanca e ci avventuriamo per una strada sterrata, costruita su dune di sabbia bianca, che, dopo qualche chilometro, ci conduce davanti ad un cartello che ci avverte di non proseguire.
Avremmo voluto arrivare fino all'estrema punta del Cayo, ma questo imprevisto ci lascia perplessi e non sapendo quanto serio sia l'avviso, decidiamo di ritornare sui nostri passi.
Giunti alla deviazione che indica la zone delle spiagge, ci infiliamo per una strada larga e polverosa, che ci conduce davanti a Playa Maltiempo, dalla sabbia bianchissima e mare dai colori stupendi.



Qui le fotografie partono a raffica e sembra di sprecare del tempo quando risaliamo sul quad e dirigiamo verso Playa Sirena, oltrepassando la lunga teoria delle spiaggette.
Playa Sirena è l'unica spiaggia su cui sono state piantate palme da cocco e dove esiste un servizio di ristorazione con possibilità di noleggio ombrelloni e lettini.






L'area della spiaggia è talmente grande che sembra di essere soli, in mezzo al deserto.
Fa molto caldo e ci scappa un bagno, mentre si cerca l'inquadratura migliore di ogni foto.
Esaurita l'ispirazione fotografica, riprendiamo la strada ritornando verso playa Paraiso, che merita assolutamente tale appellativo.
Lasciamo il quad all'ombra di un grande albero, a fianco di una baracca in cui si servono bevande ed all'occorrenza piatti fatti arrivare dal ristorante di playa Sirena, e, sotto un sole cocente, andiamo verso il mare, che qui ha colori mai visti.
La spiaggia, di sabbia bianchissima e della consistenza del borotalco, è immensa, sia in larghezza ( più di 100 metri ) che il lunghezza ( diversi chilometri ) ed è bagnata da un mare le cui acque hanno tutti i colori più belli.





Ci fermiamo per tempo di un bagno e poi a malincuore, dobbiamo raccogliere le nostre cose ed iniziare il rientro.
Abbandoniamo la mia vecchia muta al suo destino e, dopo aver riconsegnato il quad, riusciamo a prendere al volo un bus di passaggio che ci riporta alla piazzetta della Marina, dove ci fermiamo qualche momento a rimettere le ossa a posto, sorseggiando una batida.
Al rientro in camera troviamo, sul letto, un grande fiore fatto di asciugamani, frutto della mancia del giorno prima e del lavoro di caccia alle formiche.
La giornata termina con la solita passeggiata, dopo cena, tra le poche case destinate ai dipendenti degli hotel.

09 Aprile 2017
Dopo colazione, chiediamo il biglietto per essere trasportati in barca a playa Sirena ed in pochissimo tempo sbarchiamo all'approdo del ristorante.
Iniziamo, a piedi, il periplo delle diverse spiagge di punta Sirena, passando alle spalle della grande spiaggia, per un percorso stimato di circa 4 km.
Catturiamo alcune grandi conchiglie dalla madreperla colorata di rosa/arancio, abitate da una lumaca che ne fuoriesce, con nostra sorpresa, per circa 50 cm.




Rimesse in acqua le conchiglie, troviamo in acqua bassa, alcune stelle marine che sistemiamo per le dovute fotografie, fino a quando non arriva un tale che ce le butta in acqua fonda. ( ? !!! ? ).




La passeggiata continua in un continuo scattare delle macchine fotografiche, fino a quando Gis non fa fare il bagno alla sua, che smette di funzionare.





Arriviamo a playa Sirena e troviamo posto sotto una palma quasi in riva al mare, dove sistemiamo le nostre cose per poter fare un bel bagno.






Il tempo passa veloce ed arriva il momento del ritorno.
Durante la passeggiata serale arriviamo fino alla “casa del tabacco” dove acquistiamo una bottiglia di rum ed alcune cartoline, pur restando aperto il dilemma di dove trovare l'ufficio postale, che tutti dicono essere nei dintorni, ma che non siamo ancora riusciti a trovare.


10 Aprile 2017
Oggi è l'ultimo giorno e ( purtroppo ) ci hanno confermato la partenza alle 17,oo.
Le valigie sono pronte e così pensiamo di trascorrere le ore che ci separano dal volo a playa Sirena, a cui giungiamo con le prime barche del mattino, trovando il luogo tutto per noi.
Ci accampiamo sotto una palma in riva al mare e lasciamo che le ore passino una dopo l'altra.
Per fortuna ci è stata concessa una camera di cortesia dove fare un'ultima doccia prima di andare ad attendere il transfert per l'aeroporto.
Le formalità di imbarco non presentano difficoltà e dopo l'atterraggio a l'Havana, finalmente siamo in volo per l'Italia.
Le ore in aereo passano lentamente, interrotte da cena e colazione.

11 Aprile 2017
L'arrivo a Verona è in orario ed anche se, per la prima volta, vengono passate allo scanner della dogana tutte le valigie, riusciamo a riprenderci l'auto e tornarcene a casa, senza problemi.



La vacanza è stata meravigliosa ( le spiagge anche di più ed il mare da non poter essere descritto ), ma rimane un piccolo rimpianto per il cibo di pessima qualità e qualche altra piccola manchevolezza nel VILLA MARINERA.