domenica 4 febbraio 2018

Mauritius 2017

MAURITIUS 2017
ovvero , tutto quello che abbiamo fatto ed altro che non doveva succedere.

E' un pomeriggio di circa metà Maggio, quando l'occhio attento di Gis trova, sul sito di “Pirati in viaggio”, un'allettante offerta di volo, operato da Meridiana, per Mauritius.
Già altre volte avevamo dovuto rinunciare a questa interessante meta a causa dei prezzi esorbitanti e così, appurato che il costo del volo di A/R non superava i 500 euro, abbiamo iniziato a preparare la vacanza.
Nel giro di qualche giorno, superate le difficoltà dell'accreditamento presso la compagnia di volo, classificabile tra una low-cost ed un charter di linea , ci siamo aggiudicati due posti per un costo totale di 967,10 euro, ai quali si è aggiunta la prenotazione dei posti per ulteriori 56 euro.
Stabilita la data di partenza ( 3/12/2017 ) e quella di ritorno ( 11/12/2017 ) non restava che : cercare un albergo,
  • assicurare il viaggio,
  • trovare un trasferimento da e per l'aeroporto di Mauritius,
  • trovare treni compatibili per arrivare a Malpensa,
  • raccogliere informazioni su dove e cosa fare,
  • ottimizzare il tutto.
Dopo aver vagliato le offerte di Booking, avevamo già scelto un hotel a Mont Choisy, ma abbiamo annullato immediatamente la conferma della prenotazione perchè avremmo dovuto pagare l'hotel quasi 6 mesi prima o (nella migliore delle ipotesi) in una data non certa.
A questo punto la nostra ricerca si è spostata su Agoda e la selezione si è rivolta ad un hotel di Trou aux biches, il Palmiste, con buone recensioni, un aspetto molto accattivante, poco lontano dal mare, in centro paese ed a poca distanza dalla stazione dei bus.
Confermiamo la prenotazione, scegliendo non la camera con il costo più basso, ma una con vista giardino o piscina per il prezzo di 598,50 per 7 notti, da pagarsi nei giorni prossimi all'arrivo, senza una scadenza precisa.
Passa l'estate ed alla fine di Settembre acquistiamo anche una polizza assicurativa che copre i rischi di malattia in viaggio e la perdita del bagaglio, pagando complessivamente 127,50 euro.
A questo punto Meridiana inizia la danza degli spostamenti dell'ora di partenza e per due volte il volo viene procrastinato di circa mezz'ora.
Nulla di grave ? Non proprio.
Quando mancano un paio di settimane alla partenza, ci accorgiamo che le Ferrovie cambieranno l'orario da estivo ad invernale proprio il giorno 11 Dicembre ed è impossibile sapere a che ora avremo l'ultimo Malpensa Express, che normalmente è verso le 0,30
Consci che non potremo usufruire dell'ultimo treno per Brescia, prenotiamo una camera d'hotel a Milano nei pressi della Stazione Centrale ( prezzo di 71,91 euro ) ed acquistiamo i biglietti di sola andata, confidando di poter trovare, al rientro, un qualsiasi mezzo di trasporto ( treno / bus ).
Riusciamo a trovare con Internet un servizio taxi che ci traghetterà dall'aeroporto di Mauritius all'hotel ( circa 70 km. ) ad un prezzo ragionevole : 3.000 rupie pari a 76,00 euro per A/R.
… e siamo pronti a partire.

Domenica 3 e Lunedì 4 Dicembre
Arriva finalmente il gran giorno e lasciamo Brescia nel primo pomeriggio dopo un veloce pranzo e tutto procede normalmente fino all'arrivo in aeroporto dove scopriamo che il volo è stato ritardato di un'altra ora.
Ci armiamo di pazienza ed aspettiamo la chiamata d'imbarco.
Il volo è lungo e noioso, la notte è interminabile anche se interrotta da una frugale cena e da un paio di film proiettati su uno schermo troppo distante.
Dopo la quiete notturna, l'aereo si anima nuovamente per la colazione, che viene servita durante la manovra di avvicinamento a Mauritius, dove arriviamo verso le 10 di Lunedì, in una calda mattina con un cielo quasi tutto coperto da nuvole.
La coda al controllo passaporti è lunghissima e ci stupisce trovare, tra i documenti da compilare, un questionario riguardante la nostra salute al momento dell'ingresso in Mauritius, ( in Italia era successo a causa di un'epidemia influenzale molto tempo fa ).
Riusciamo a ritrovare la nostra valigia, che nel frattempo è stata accatastata con le altre, ed ad arrivare all'ingresso sperando di incontrare il nostro contatto, che dovrebbe accoglierci con un cartello recante il nostro nome.
Dopo aver ben guardato attorno ed aver respinto diverse proposte di noleggio, chiamo al telefono il nostro referente che nel giro di una decina di minuti fa correre all'ingresso il nostro autista, che se la dormiva tranquillamente, anche se ciò era dovuto al caldo ed al ritardo dell'aereo.
Una bella strada veloce ci porta in circa 1 ora, da una parte all'altra dell'isola e con l'aiuto ( non richiesto ) del personale dell'hotel ammucchiamo i bagagli davanti alla reception.
Notiamo altre persone in attesa e quando ci dicono di metterci comodi, ci offrono una bibita ed una delle ragazze della reception ci fa fare il giro turistico dell'hotel, non faccio fatica a credere che tutto sia dovuto ad un normale senso di ospitalità.
Mentre insistono perchè si resti seduti e tranquilli, arriva una montagna alta 1,80 e 120 kg. Di peso che si presenta come il responsabile di …?... ( dopo il volo sento poco, lui sussurra e c'è abbastanza casino ), ma riesco a capire che la nostra stanza non c'è per il motivo che …? … : nulla che ci convinca.
Ci offrono un grande appartamento , fuori dall'hotel a circa 200 metri, in un edificio a tre piani con una piscina che pare una tinozza.
Il posto non è da buttare, ma non ci interessa un intero appartamento di 100 metri che, comunque, ha parecchi difetti strutturali.
Arriva un altro “manager” ( ? ) , che, in un buon italiano, ci promette che il nostro esilio durerà solo tre giorni e poi avremo una camera in hotel.
Accettiamo controvoglia e con il morale a terra, perchè qualsiasi cosa ci fosse stata offerta, non era sicuramente il posto che avevamo visto su Internet e sognato per tanto tempo.
E' solo il primo pomeriggio e non resistendo alla tentazione di guardarci in giro, arriviamo fino alla spiaggia, accolti dalla luce di un giorno poco speciale, con il sole che va e viene, coperto da grandi nuvole, mentre la temperatura è mitigata da qualche refolo di vento.






Percorriamo tutta la grande, lunga e bianca spiaggia, prima in un senso e poi nell'altro, passando davanti agli alberghi allineati all'arenile, sino all'ansa che fronteggia Mont Choisy.
Siamo stanchi, ma chi ci ferma ?
Ritorniamo in albergo per cambiarci ed uscire a cena, fermandoci al SOUVENIR, un ristorantino molto apprezzato su Trip Advisor, che ci ha pienamente soddisfatti ogni volta che siamo ritornati.
La cena della prima sera è : - totani fritti con riso e verdure
- polpo in umido con contorni.
La spesa è sicuramente modesta : circa 25 euro.
Si ritorna in dependence per la prima notte.

Martedì 5 Dicembre
Ci alziamo ed andiamo verso il ristorante dell'hotel per fare una colazione che ci convince poco : scarsa qualità e nemmeno troppa scelta.
Il programma di oggi prevedeva un'escursione con mezzi pubblici locali lungo la costa fino a Grand Baie, ma mentre ci guardiamo in giro veniamo agganciati dall'autista di un taxi che si propone per il trasporto.
Dopo una lunga e laboriosa contrattazione pattuiamo in 700 rupie ( 20 euro ) il compenso per un tragitto con due brevi fermate durante il percorso e fine corsa alla spiaggia di Grand Baie.
Il primo stop è a Cap Malheurex davanti alla bellissima chiesetta dal tetto rosso che è stata costruita in riva al mare, così da restare inserita in un panorama che toglie il fiato : acqua azzurra che bagna una piccola spiaggia di sabbia chiara orlata da alberi nella cui chioma spicca il rosso dei fiori dei flamboyants che colorano il cielo in cui galleggiano graziose nuvole bianche.




Le fotografie partono a raffica ed i nostri occhi cercano, senza stancarsi, una prospettiva diversa che valorizzi lo spettacolo del luogo.
Si riparte verso Perybère, che ci delude a causa ( forse ) della scarsa luce del momento e della piccola spiaggia molto affollata.
Si riparte subito e dopo pochi minuti arriviamo all'arenile di Grand Baie, in centro paese, dove fa bella mostra di sé una serie di flamboyants dalla rossa chioma.
Dopo qualche indecisione, ci dirigiamo verso un vicino tempio indù, tutto rosa, che visitiamo subito e grazie alle informazioni raccolte sul luogo, ci viene indicato quello appartenente alla religione Tamil, che effettivamente cercavamo, posto all'altro lato della baia.
Per circa 5 euro, un taxi non ufficiale, ci porta a destinazione e lo spettacolo di decorazioni e statue che ornano, dentro e fuori, il tempio ci stupisce, anche se per fare quelle fotografie ci costa 200 rupie.

Decidiamo di ritornare in centro usando un autobus che si fa attendere per un buon quarto d'ora e che ci darà un primo assaggio della guida spericolata degli autisti attraverso le strette strade locali, piuttosto affollate di persone, auto ed altri ostacoli, che vengono miracolosamente evitati, anche se con qualche disagio per i poveri passeggeri sballottati qua e la.
Dal lungomare raggiungiamo un grande bazar cinese in cui i diversi negozi si pigiano uno contro l'altro, tanto che è difficile capire dove sta la merce di uno e quella dell'altro.
Una breve sosta per bere un buon succo di frutta, ci da l'energia necessaria e poi, facendo un giro per la cittadina, arriviamo fino ad un grande centro commerciale simile ai nostri, dove i diversi negozi stanno spalla a spalla, mostrando prodotti quasi uguali.
Riprendiamo un altro bus che ci porta a Mont Choisy, di cui apprezziamo la bella spiaggia, anche se non ci sono le palme che ci attendavamo di vedere e che per questo ci pare meno allettante.







Al ritorno, prima di finire in hotel, acquistiamo, per il giorno dopo, un'escursione con auto privata che per il prezzo di 40 euro a testa ci condurrà, attraversando tutta Mauritius, fino alle Terre colorate di Chamarel ed a Tamarin.
Qualche fotografia ai giardini dell'hotel, una buona cena e poi a dormire per cercare di recuperare le forze per il giorno dopo.

Mercoledì 6 Dicembre
Sono da poco passate le 7 quando suona la sveglia e si va a fare una veloce colazione.
Alle 8 siamo pronti davanti all'ingresso, aspettando chi si fa attendere per oltre un quarto d'ora, adducendo a propria scusa, il fatto di essere andato a cercarci da un'altra parte.
Si parte, ma come presto scopriremo, ci fermeremo in ogni posto dove il tipo potrà avere una percentuale sugli acquisti effettuati :
  • negozio di prodotti locali dai prezzi esagerati,
  • boutique di tappeti, pellicce, abiti di lusso, etc.
  • fabbrica di modellini di barche,
  • altro....
Finalmente si arriva a Trou aux cerfs, un antico vulcano spento con all'interno un piccolo lago, ma nulla da vedere oltre un bel panorama sui lontani 5 PITONS.

La fermata successiva è al Ganga Talao o Grand Bassin , dove sulla strada troneggia una grande statua femminile e una di Schiva alta oltre 30 metri.
Sulla riva del lago sottostante è posto un bianco tempio, molto affollato, in cui facciamo conoscenza con una serie di fantasiosi personaggi più o meno sacri, comprese alcune scimmie che qui trovano pranzo e cena.
La fermata successiva è nel grande piazzale in prossimità di un immenso bosco di alberi di “Callistemon” di fronte ad una forra in cui si scorge ( poco ) una sola cascata delle 5 esistenti a Tamarin.
Proviamo a trovare un luogo più adatto per fare fotografie e ci incamminiamo per un sentiero che dopo qualche metro si rivela poco adatto ai sandali di Gis, mentre io provo ad andare avanti per capire se si può scendere fino al salto d'acqua.
Convinto di avere molto tempo a disposizione, continuo a scendere, per una buona mezz'ora, percorrendo un sentiero impossibile, fino al primo salto d'acqua e poi, dopo qualche foto, inizio la risalita.
Quando riemergo dal sentiero, trovo tutti in agitazione ( Gis, tassista, guardaparco, etc. ), preoccupati ed allarmati perchè forse non è così normale scendere fino in fondo e perchè ….certe cose, alla mia età, non si fanno ed è passato troppo tempo senza che me ne accorgessi.
Ripartiamo e ci fermiamo al punto panoramico con vista sul Black River, approfittandone per comprare una maglietta per sostituire quella che indosso, ormai zuppa.
La tappa successiva è al Parco di Chamarel ( 500 rupie ) per uno sguardo ( da lontano ) alla doppia cascata e per accedere al parco delle “Terre Colorate”, dove il vulcano ha costruito questo strano ambiente.





Finalmente qualcosa di bello !!!
Quindi, nonostante la nostra guida ci abbia appena annunciato che salteremo la sosta alla spiaggia di Flic en Flac, dobbiamo resistere ad un ulteriore tentativo del nostro uomo di farci fermare ad un (... ? ) interattivo.
All'ennesimo rifiuto riparte a tutta velocità e divenuto improvvisamente muto, evita ogni altro commento sino all'arrivo.
Stanchi, ci fermiamo a cena e poi rientriamo in camera.

Giovedì 7 Dicembre
Oggi si trasloca.
Dopo la colazione chiudiamo le valige, perchè ci confermano che avremo la camera in hotel.
La giornata è piuttosto brutta, nuvolosa e ventosa, ma è il giorno che abbiamo deciso di passare sulla spiaggia di Flic en Flac.
Dopo una breve attesa, inizia una lunga corsa sfrenata in bus fino a Port Louis, dove, effettuati un paio di cambi di automezzo, proseguiamo per la nostra destinazione.
Ci scaricano davanti ad una lunga bianca spiaggia, orlata di grandi alberi, che non sembra brutta ma che una lieve pioggerellina, vento e grandi nuvole nere all'orizzonte, rendono inospitale.





Rifacciamo la strada a ritroso e siamo appena saliti sull'autobus, quando si scatena un forte temporale che allaga le strade e ci accompagna fino a Port Louis.
La fortuna ci fa trovare la immediata coincidenza e possiamo raggiungere il nostro hotel, dove ci consegnano le chiavi della nuova camera : bella, con un grande bagno e davanti alla piscina.
Sistemate le nostre cose, rieccoci per strada per esplorare una parte di Trou aux Biches che non avevamo ancora visto.
Troviamo, lungo una una strada che non avevamo mai percorso, una sperduta agenzia aperta ed acquistiamo una gita in barca alle isole Point de Mire, Platte e Gabrielle, spendendo 2400 rupie pari a 60 euro per due.
Cena con gamberoni giganti e poi a goderci la nuova sistemazione.

Venerdì 8 Dicembre
Fatta colazione aspettiamo il transfer che questa volta è puntuale, ma il giro per raccogliere i vari clienti è piuttosto lungo ed il caldo si fa sentire, stipati nel piccolo van.
Ci portano a Grand Baie e dalla spiaggia, con un gommone strapieno, che pare quello dei migranti di casa nostra, ci imbarcano su un catamarano.
Il viaggio dura più di un'ora e ( per fortuna ) il mare è poco agitato e la giornata bellissima.
Già in lontananza le spiagge dell'Ile Platte e quelle dell'Ilot Gabrielle lasciano intravedere colori spettacolari e quando la barca ormeggia, non si sa come guardare lo spettacolo che è davanti a nostri occhi : mare con trasparenze di ogni colore, sabbia candida ed un cielo azzurro fanno impazzire tutte le macchine fotografiche.




Un breve bagno per scoprire cosa si cela tra i coralli della barriera e poi ….una fotografia dietro l'altra.
Verso mezzogiorno ci trasferiscono all'Ile Platte utilizzando una barchetta trainata da un gommone e qui ci viene servito un vero pranzo con pasta, carne e pesce.
Mentre l'equipaggio raccogli tutto quello che è stato portato qui, noi possiamo tranquillamente ammirare questo luogo meraviglioso, per un tempo che ci pare troppo breve.









Il ritorno è inevitabile e non privo di una piccola sorpresa : non c'è il transfer per il rientro.
Ormai i trasporti di Mauritius ci sono famigliari e non è un problema ritornare in hotel.
Prima di raggiungere l'hotel, sono passato al diving, ( quello sulla spiaggia di Trou aux Biches, dove ho conosciuto un simpatico istruttore ) e mi sono lasciato andare : domani immersione.
Troviamo il Souvenir chiuso e ci dobbiamo accontentare del The Spoon, che non è poi così male.
A fine cena, in luogo del dolce, passiamo a bere un buonissimo succo di mango fatto al momento.

Sabato 9 Dicembre
Oggi è una bella giornata e dopo una splendida immersione sul reef a Nord, decidiamo di andare a visitare il giardino botanico di Pamplemousses, utilizzando i mezzi pubblici.
Mentre stiamo ancora aspettando alla fermata, si avvicina un'auto ed il conducente si offre di portare noi ed un tizio, ( lì presente e pure lui in attesa ) a destinazione per l'irrisoria somma di 50 rupie a testa.
Accettiamo ed in meno di mezz'ora siamo a destinazione.
All'ingresso del parco acquistiamo 2 biglietti per 400 rupie ( 10 euro ) e ci accodiamo ad un gruppo di una decina di persone, pronto al tour, guidato da una simpatica guida che parla un italiano quasi perfetto.
Le precisazioni della guida sono molto interessanti e davanti ai nostri occhi scorrono piante enormi e fiori non comuni di cui ci viene spiegata la particolarità.
Bellissimi lo stagno dei fiori di loto e la vasca delle ninfee con la fioritura appena all'inizio.



Nessuno si è annoiato o stancato durante la passeggiata, che è continuata per oltre un'ora.
Completato il giro passando dal laghetto in stile giapponese e dal recinto delle grandi tartarughe, non abbiamo la minima idea di dove andare a prendere un bus e solo grazie ad una gentilissima persona che passava per caso, veniamo indirizzati a circa 500 metri, qualche strada più in là.
Purtroppo l'attesa è stata lunga ed il viaggio molto scomodo, ma infine rieccoci in hotel.
Ripetiamo la cena al The Spoon e poiché sul finire della cena inizia a piovere, senza indugio, ce la diamo a gambe, per finire la serata al solito bar per un estratto di mango meraviglioso.

Domenica 10 Dicembre
La vacanza sta per finire ed io ne approfitto per replicare l'immersione sul reef a Sud, in una zona molto più bella e popolata di quella di ieri.
Una murena verde, con la testa grande più della mia, ci ha intrattenuto per parecchio tempo nascondendosi e riapparendo tra i rami di un cespuglio di coralli.
All'arrivo in spiaggia, una lunga passeggiata a ridosso degli alberghi e poi in piscina per godere degli ultimi istanti di vacanza, ma...mentre Gis resta tranquilla in acqua, a me viene il sospetto che ci possa essere qualche problema sul biglietto aereo di ritorno ed, in effetti, manca la tratta da Roma a Milano.
Con l'aiuto di uno dei ragazzi della reception iniziamo a completare l'acquisto dei posti, ma prima non funziona Internet, poi manca questo e quello ed infine quando è il momento di stampare il biglietto, esce solo una pagina bianca.
Dopo aver provato diverse volte, chiamiamo, in Italia, Meridiana ( fortunatamente con il telefono dell'hotel ) e quando ci dicono che tutto dovrebbe essere risolto, tutto è come prima.
Decido che, se tutto va male, ci metteranno a terra quando arriviamo a Roma, ma ...non mi sembra verosimile.
Rifacciamo le valige, cercando di non lasciare nulla in qualche cassetto e per finire la giornata e la vacanza, ritorniamo al Souvenir per un'ottima cena con gamberoni e pesce grigliato.
Dopo il solito succo di mango, si va a dormire perchè il transfer ci aspetta domani alle 8,30.

Lunedì 11 Dicembre
E' triste lasciare l'hotel, ma dopo aver riconsegnato le chiavi ed i teli da spiaggia, ci mettiamo in attesa dell'auto che ci porterà in aeroporto.
L'attesa è breve e dopo circa un'ora eccoci a Mahebourg, all'ingresso del terminal delle partenze, dove cambiamo le ultime rupie rimasteci.
Le formalità di imbarco sono abbastanza veloci, nonostante una lunga coda ai desk di Meridiana.
Quando arriviamo nella zona di imbarco, ecco la cattiva notizia : volo ritardato di quasi due ore.
Saliamo a bordo con più di due ore di ritardo ed il tempo inizia a scorrere lentamente, mentre dall'aereo rincorriamo i meravigliosi colori del tramonto che ci accompagnano per alcune ore.
Atterriamo a Milano poco prima delle 23,30 e tutto si trascina con una lentezza esasperante : 15 minuti, prima dell'apertura delle porte,
  • 20 minuti, prima di entrare in possesso della valigia ( la nostra è una delle ultime ),
  • 10 minuti, prima di poter passare il controllo passaporti,
  • 15 minuti, prima di raggiungere la stazione ferroviaria trascinando la valigia.
La ferale notizia è che non ci sono più treni perchè l'ultimo è partito mezz'ora prima.
Ci suggeriscono di provare a cercare un bus al terminal 2, ma anche lì , dopo mezz'ora di attesa, capiamo che nessuno ci porterà a Milano, se non un taxi, per la non modica cifra di 100 euro.
Maledicendo Meridiana, ritorniamo al Terminal UNO e ci apprestiamo a passarci il resto della notte ( sono le 2,30 del mattino ), in attesa del primo bus navetta delle ore 05,00.
Finalmente, consci della nostra sorte e dell'impossibilità di raggiungere la camera prenotata allo SMART HOTEL CENTRAL, per cui avevamo già pagato 72,00 euro, ci consoliamo bevendo un paio di cioccolate calde e ci teniamo compagnia in una notte veramente fredda, in un aeroporto quasi deserto, frequentato solo da strani personaggi.
Alla Stazione centrale di Milano, troviamo un treno che ci riporta a Brescia.
A casa, ci infiliamo nel letto per qualche ora di sonno, assolutamente meritato.


Per concludere, anche se con qualche spiacevole imprevisto, la vacanza è stata bellissima :
-abbiamo trovato tempo buono, anche se il cielo non è sempre stato limpido,
-abbiamo visto spiagge fantastiche ed un mare dai colori indescrivibili,
-abbiamo visto luoghi che immaginavamo diversi,
-abbiamo trovata buon cibo a prezzi irrisori,
-abbiamo fatto due escursioni che ci hanno portato in luoghi meravigliosi,
-abbiamo capito che non bisogna fidarsi di MERIDIANA,
-abbiamo capito cosa capita a chi resta a piedi, senza soluzioni possibili.
  • …......
Il costo totale di tutta la vacanza è stato di circa 2.400 euro , che credo rappresentino una somma veramente esigua, sia per il viaggio che per il soggiorno.


Messico, la terra dei Maya


Nella terra dei Maya – Vacanze 2014


Da qualche giorno si parla, sempre con maggior frequenza, di lasciare l'inverno lombardo per mete con mari caldi, spiagge bianche baciate da un caldo sole.
Gis, da qualche giorno, è all'opera per trovare qualche offerta conveniente sulla rete web.
Nei nostri pensieri c'è il Messico, che, nel periodo antecedente il Natale, ha buone temperature ed un meteo accettabile nella zona della Riviera Maya.
Finalmente, dopo aver rincorso le tante offerte sui vari siti, appare in Eden Viaggi quello che cercavamo : 11 giorni a Playacar, presso il Reef Resort Hotel allo strepitoso prezzo di 1.300- euro circa ( all inclusive ), per una vacanza che pare confezionata su misura per noi dall'11 al 22 Dicembre 2014.
Si vola in Agenzia per prenotare e dare inizio al nuovo sogno.
Come sempre, si cercano tutte le possibili notizie utili circa le attrazioni locali, i trasporti, la storia del luogo, il meteo, etc. reperibili in Internet.
Si stampano le notizie più interessanti, si consultano le recensioni di Trip, si approfondiscono gli argomenti ed arriva il giorno in cui il Tour Operator ci comunica il time-table della vacanza : siamo convocati a Milano alle 04,00 dell'11Dicembre.

La notizia non ci sconvolge particolarmente perchè ne eravamo, in parte, al corrente anche se non riusciamo a comprendere il motivo di essere presenti in aeroporto tanto tempo prima delle partenza che avverrà solo dopo le 08,00 del mattino.
Da bravi turisti low-cost ci rassegniamo a compiere il nostro dovere, che comporta di dover trascorrere una notte insonne davanti al banco del check-in in un aeroporto poco ospitale, dove i lavori per EXPO stanno travolgendo ogni cosa.
Arriva il fatidico giorno : un taxi ci porta in stazione per il treno regionale che ci trasferisce a Milano Centrale, dove saliamo sull'ultimo Malpensa Express, che arriva in aeroporto a mezzanotte ed un quarto.
Ci inoltriamo in un aeroporto quasi deserto, dove nella grande sala delle partenze, pochissime persone, molto assonnate, attendono il trascorrere del tempo mancante , che lentamente ( troppo ) si consuma fino all'avvio delle pratiche di imbarco.
Manca qualche minuto alle 04,00 quando compaiono i primi viaggiatori che, preoccupati dall'eccesso di peso dei loro bagagli, si danno un gran d'affare trasferendo cose da una valigia ad un'altra.
Non puntualissima è l'apertura del desk del check-in, dove una loquace capoturno, incurante del ritardo, arringa le proprie truppe elargendo istruzioni e consigli ( ma non poteva pensarci prima ? ).
Passiamo indenni al controllo bagagli, quello dei passaporti ed attendiamo annoiati la chiamata del volo.
Finalmente si parte!!!!, ...ma ci attendono oltre 13 ore di volo, uno scalo a l'Havana ed il caos dell'aeroporto di Cancun,
Il volo è tranquillo e tra colazione, pasto e lettura di un buon libro, qualche chiacchiera ed un pisolino, si arriva a Cuba, dove veniamo invitati a scendere, passare un secondo controllo bagagli ( molto superficiale, ma seccante ).
Attendiamo per due ore che sia finita la pulizia dell'aeromobile, sia fatto carburante e venga completato l'imbarco dei passeggeri che ritorneranno a Milano via Cancun.
Dopo un'altra ora di volo, piacevolmente trascorsa ad osservare dall'alto le coste, le mille isolette, il reef ed il bel mare di Cuba e della penisola dello Yucatan, sbarchiamo trovando una marea di persone in coda per il controllo dei passaporti.
Circa mezz'ora dopo, superato l'ostacolo, veniamo premiati dalla luce rossa della dogana che ci indirizza verso l'ispezione manuale dei bagagli, che ci vengono resi sottosopra, dopo un inutile opera di rimescolamento.
Gis riesce a scovare l'addetto dell'EDEN che ci conduce al bus del transfer, dove conosciamo gli altri partecipanti alla vacanza in terra Maya, mentre con molta pazienza si aspetta di recuperare i soliti ritardatari.
Si arriva in hotel dopo le 19,00 anziché le 16,00 previste e dopo la consegna delle chiavi della camera 121, prima villa a destra, piano rialzato con veduta sul giardino ( ? ) confinante con il Riu Palace, possiamo rilassarci ed iniziare la vacanza.






Una breve passeggiata fino al ristorante per una veloce cena a buffet e poi a cercare di recuperare un poco di sonno.

Giorno 1° - 12/12/14
La luce inonda la camera e ci invita ad alzarci.
Il cielo pare imbronciato, ma nel tempo che impieghiamo a vestirci ed arrivare in sala colazione, il sole fa capolino e le nuvole si aprono, svelando una bella e calda giornata.
Dopo una piacevole colazione, decidiamo, di comune accordo, di non esagerare con l'attività nei primi giorni e di recuperare il salto di fuso orario ( 7 ore avanti ), dedicandoci ad una prima passeggiata, senza correre il rischio di bruciarci al sole, per fare foto alla spiaggia ed ad un mare che cangia la propria tonalità di colori dal trasparente all'azzurro intenso.



Dopo circa 1 km. interrompiamo bruscamente la camminata, ricordando di non aver chiuso la cassetta di sicurezza ed aver lasciato, in bella vista, denaro ed altro.
Di corsa in albergo per ovviare al guaio, fortunatamente senza conseguenze ( ad altri non andrà così bene ).
Dopo aver trovato due lettini ed un ombrellone libero, proviamo i primi tuffi in un'acqua non proprio calda, ma che consente un buon tempo di immersione e relax.
La giornata scorre lentamente e quando il sole accarezza l'orizzonte, spingiamo la nostra curiosità nelle adiacenze, arrivando sino al piccolo centro commerciale, dove una decina di negozietti allettano i turisti con grande quantità di merce, non sempre a buon mercato e di poca qualità.
Mi lascio convincere ad acquistare la prima di molte altre magliette.
Gis prova e compra un paio di occhiali da sole in sostituzione di quelli rotti.
Rientriamo per la cena, che, personalmente, troverò sempre gradevole, con abbondanza di scelte, anche se qualche pietanza sarà saccheggiata ( a scapito dei ritardatari ) senza pietà.

Giorno 2° - 13/12
Dopo un buon sonno ed una buona colazione, salutati da una bella giornata, decidiamo di arrivare a Playa del Carmen, percorrendo, a piedi, la distanza di circa 1 km lungo la riva del mare.
Ammirando o disapprovando le ville ed i grandi residence costruiti a ridosso della bellissima spiaggia, arriviamo al molo di partenza dei ferry che approdano a Cozumel.
Passando attraverso il dehors di “El senor Frog” ci immettiamo in una piazza in cui giganteggia un'enorme scultura in bronzo, raffigurante due figure umane contrapposte che vengono sollevate in alto da un'onda.






Nel recinto della piazza notiamo il palo da cui i “voladores” eseguono il loro numero lasciandosi cadere a terra appesi per i piedi ad una cima.
Ci immettiamo sulla 5^ Avenida ( un vero mercato in strada ) dove, uno a fianco del successivo, piccoli e grandi esercizi commerciali vivacizzano la strada, quando, ad ogni passo qualcuno cerca di attirare il turista all'interno del negozio per offrire la propria merce o grida per attirare l'attenzione dei probabili clienti.
Dopo nemmeno 10 minuti cresce la voglia di essere lasciati in pace.
Camminando nella folla che in certi momenti rende difficile proseguire, cerchiamo un punto di riferimento trovato in internet : l'agenzia turistica di tre italiani, che qui hanno trovato una possibilità di lavoro.
Uno sconosciuto, dalla fluente parlata italiana, ci indirizza esattamente a ciò che cerchiamo e proprio sotto l'insegna dell'hotel “Banana” troviamo il minuscolo ufficio della “Caribe Viaggi” da cui acquistiamo, per circa 4.500 pesos, le escursioni per l'Isla Contoy / Mujeres e Tulum / Cobà / Playa Paraiso.
Vaghiamo senza una precisa meta fino al momento di far rientro in albergo, dove, dopo un buon bagno in mare ed una doccia calda, arriva la sera.

Giorno 3° - 14/12
Il giorno trascorre pigramente in spiaggia tra mare, ristorante, passeggiata e visita al centro commerciale, dove facciamo cambiare moneta per completare i pagamenti delle escursioni.

Giorno 4° - 15/12
Alle 06,15, al suono della sveglia, ci alziamo ed andiamo alla reception a aspettare il mini-van per 10 persone, che arriva puntuale con a bordo una ragazza che si dichiara italiana di origini siciliane e che ci farà da guida per tutto il percorso.
Dopo aver raccolto tutti i partecipanti, raggiungiamo in circa un'ora, Cancun ( Porto Juarez ) che ci lasciamo alle spalle per raggiungere uno sperduto approdo , dove ci fanno attendere a lungo la barca che ci porterà a destinazione.
Mentre inganniamo l'attesa con una veloce e frugale colazione, gentilmente offerta dall'organizzazione, arrivano altri minibus che portano gente, che si aggiunge al nostro gruppo.
A bordo ci equipaggiano di giubbetto salvagente e dopo 40 minuti ci fermiamo a ridosso di un reef povero di vita, dove cerco di catturare immagini di pesci che non vogliono collaborare.
Lo sbarco ad Isla Contoy, una piccola roccia eletta a parco naturale, finisce direttamente nei servizi igienici dell'isola, dove sembra che tutti abbiano bisogno di lasciare qualcosa.
Ci accodiamo alla nostra guida che ci introduce nel piccolo, simpatico museo di storia naturale e ci scorta per tutta l'isola sino al luogo di nidificazione delle numerose FRAGATE ( Fregate ), che qui hanno eletto dimora.
Dopo un pranzo modesto ma saporito, cucinato in loco, ci disperdiamo sulla spiaggia , chi a prendere il sole, chi a fare il bagno, chi a pisolare, chi a fare foto.





Alle 14,00 tuta la truppa viene chiamata a raccolta ed imbarcata ed in 30 minuti trasportata al porticciolo di Isla Mujeres, dove liberi da vincoli, ci disperdiamo tra le diverse vie adiacenti, concedendoci, al bar del porto, un fresco latte di cocco, consumato direttamente nella sua noce.



Una lunga passeggiata lungo la spiaggia ci conduce ad ammirare lo splendido spettacolo del sole che sta tramontando.





La navigazione del ritorno sembra non finire mai e solo a sera inoltrata riusciamo a cenare, per poi rifugiarci in camera a smaltire la stanchezza.

Giorno 5° - 16/12
Ancora stanchi per l'escursione del giorno avanti, optiamo per l'assoluto relax in spiaggia e brevi passeggiate sulla riva del mare.

Dopo cena subito a nanna, dopo aver allarmato tutte le possibili sveglie.

Giorno 6° - 17/12
Un suono fastidioso interrompe il nostro sonno e ci butta giù dal letto ad un'ora impossibile, ma necessaria per fare una veloce colazione ed andare all'ingresso ad attendere il minibus che ci porterà a Tulum, Playa Paraiso e Cobà.
Rimpiangiamo l'allegra e simpatica guida messico-italiana del giorno prima, anche se apprezziamo la cultura e la proprietà di linguaggio di quella odierna.
Dopo circa un'ora di viaggio, giungiamo all'ampio piazzale della zona archeologica di Tulum, dove tutti i bus si raccolgono per scaricare la folla di turisti che, in maggior parte a piedi, percorre il chilometro di strada che porta alla biglietteria ed all'ingresso del sito, dove divisi per lingue d'origine, veniamo introdotti alle rovine.
Davanti a noi si apre la magnifica vista del parco archeologico su cui troneggia “El Castillo”, principale e meglio conservata attrattiva del luogo, che si affaccia su una bellissima spiaggetta di sabbia bianca ed un mare dai fantastici colori, cui si accede per una ripida scala in legno.




La vista che si gode alle spalle del “ Castillo “ è assolutamente eccezionale, per i colori del mare, della terra, del cielo e quando arriva il momento di lasciare il sito, non si riesce a staccare gli occhi da tanta bellezza.


Una veloce corsa in bus ci lascia in un non ben identificato luogo di Playa Paraiso, a godere per un'ora dello spettacolo di questo tratto di costa : sabbia bianchissima, mare turchese dai colori cangianti, sole caldo palme scosse dal vento e la magia di una natura che cattura l'anima.











Viene il momento di ripartire per Cobà, che dista almeno una cinquantina di km. che percorriamo abbastanza velocemente ed agevolmente per strade ben tenute.
Ci fermiamo, per il pranzo, in un ristorante che, sotto un ampio capannone, ospita almeno 300 persone cui viene servito un pasto economico costituito da ottimi piatti locali.
Fortunatamente sopravvissuto ad una salsa verde dal gusto esplosivo, mi accodo ad una nuova guida, che ci porta all'ingresso del parco archeologico distante non più di 300 metri e qui, dopo una breve escursione nella storia del luogo, ci lascia liberi di decidere se fare a piedi od in bicicletta i 4 km. circa che ci separano dal cuore del sito.
Decidiamo, dopo un inutile tentativo di trovare la bici adatta a Gis, di noleggiare un triciclo con conducente ( 120 pesos ) che ci scorrazza per una strada sterrata che si addentra in una fitta foresta sino ai piedi della “piramide”, dove non resistiamo alla tentazione di arrivare in cima, per constatare che siamo immersi in un mare di verde di cui non si scorge la fine.



Dopo le dovute soste ai vari monumenti, terminato il tempo libero a disposizione, ci riconsegniamo all'autista del bus che ci riporta in hotel.
Cena, breve passeggiata e poi la resa per stanchezza.

Giorno 7° - 18/12
Pensando che oggi sarebbe già finita una normale vacanza di 7 giorni, ci godiamo ancor più un'altra splendida giornata di relax.
A cena convinco Gis ad assaggiare un “TANGO/MANGO” versione locale del Daiquiri, che viene apprezzata più per la parte coreografica del colore, che per la componente gustativa.
In futuro apprezzeremo solo la versione analcolica.
Prima di dormire programmiamo l'escursione del giorno dopo, che sarà del tipo “ fai da te “.

Giorno 8° - 19/12
Ci alziamo con molta calma e dopo colazione, giunti alla reception, facciamo chiamare un taxi per arrivare sino alla zona di partenza dei “collettivos”, minibus per 10/12 persone, che percorrono, senza tregua, il tragitto Playa del Carmen – Tulun o Cancun.
Appena l'automezzo è colmo, si parte, comunicando all'autista la propria destinazione, che oggi è il “Cenote DOS OJOS” ( 2 occhi ) che dista circa 35 km.
La fermata è proprio davanti all'ingresso, a meno di 200 metri da una piccola costruzione in legno che funge da reception, dove ci viene detto che l'ingresso costa 100 pesos a persona, senza specificare che a nostro rischio resta il compito di raggiungere il cenote con circa 10 km. di strada dissestata difficilmente percorribile con le biciclette messe GRATUITAMENTE a disposizione dei clienti.
Per ovviare al problema, paghiamo altri 800 pesos per un passaggio in auto che ci fa arrivare fino al deposito delle attrezzature subacquee, dove ci vengono consegnate una muta tutta buchi, una maschera e le pinne per immergerci nel primo dei 2 OCCHI, dove si tiene una specie di “scuola guida”, essendo di superficie ridotta e poco profondo, anche se bello e con acqua molto trasparente.



Dopo 15 minuti di nuotata, usciamo e veniamo indirizzati al secondo “ occhio “ , molto più grande e profondo fino a 20 metri.
Ci viene assegnata una torcia subacquea e tutti in fila ci addentriamo, nuotando, nelle diverse sale delle grotte interne, passando tra stalattiti che arrivano a pelo d'acqua o che proseguono in immersione fino a congiungersi con le stalagmiti che si ergono dal fondo.
In alcuni tratti il soffitto è ad una decina di centimetri sopra la nostra testa, in altri il tetto è altissimo ed abitato da silenziosi pipistrelli, che disturbati dalle voci e dalle luci, spiccano il volo per trovare un riparo più sicuro.
Quaranta minuti dopo, piuttosto infreddoliti dalla lunga immersione in acqua non propriamente calda, ci ritroviamo al punto di partenza e ritorniamo a vedere la luce del giorno.
Svestita la muta-gruviera e riabituato il corpo alla temperatura esterna, andiamo a zonzo per il bel parco pieno di verde, facendo acquisti e raccogliendo immagini di questo luogo straordinario.
Quando riteniamo esaurita la visita, un autista ci riaccompagna all'entrata e poi, con una veloce corsa sun un collettivos strapieno, ci facciamo portare a Playa del Carmen ( 80 pesos in 2 ).
Al rientro in hotel, una calda e croccante pizza ci aiuta a disperdere la stanchezza.
Dopo una lunga doccia calda ed una buona cena, eccoci pronti a programmare l'escursione alla spiaggia di Akumal, dove abbiamo intenzione di andare il giorno dopo.

Giorno 9° - 20/12
Il cielo promette acqua, ma si parte ugualmente.
Il taxi ci porta alla partenza dei collettivos, da dove imbarchiamo per Akumal ( playa ) passando attraverso una pioggia da diluvio universale, che riesce persino a far rallentare la corsa del minibus.
Pochi km. prima del punto di arrivo, rispunta un sole incerto che ci aiuta, tra un acquazzone e l'altro, a raggiungere la punta estrema del litorale, dove le formazioni coralline del reef si fondono con la costa in modo così poco entusiasmante, da farci decidere di riprendere la strada verso il centro della spiaggia.
Camminando a bordo mare, incontriamo alcune ville abbandonate da tempo, un resort molto carino e ben tenuto ed infine la lunga spiaggia orlata di palme.
L'ordine e la pulizia del luogo è piuttosto approssimativa e facciamo fatica a trovare un posto decente, dove non vi siano stati lasciati rifiuti, alghe ed altro.
Il tempo è ancora incerto ed il cielo scuro, ma trovato un posticino dove lasciare la nostra roba, mi butto in acqua alla ricerca delle famose tartarughe stanziali, che trovo a meno di 100 metri dalla riva mentre brucano su un fondale dall'acqua molto bassa.
Spunta un sole a tratti molto caldo e ne approfittiamo per una passeggiata in cerca di inquadrature del paesaggio, che, purtroppo, non ha i colori di Playacar.





Rientriamo in hotel per una meritata merenda, in attesa di chiudere una giornata piuttosto movimentata.

Giorno 10° – 21/12
La vacanza volge al termine e vogliamo dedicare la giornata ad una più accurata visita di Playa del Carmen e della sua spiaggia.
Dopo colazione, ci incamminiamo lungo la riva su cui il mare agitato degli ultimi giorni ha gettato una grande quantità di alghe, che i più volenterosi sotterrano sulla spiaggia.
Arriviamo al molo di partenza dei traghetti per Cozumel ed alla piazzetta dove i voladores volteggiano legati per i piedi ad un alto palo e proseguendo oltre la grande scultura bronzea posta sulla spiaggia, lentamente percorriamo la lunga spiaggia su cui si affacciano alberghi, ristoranti, residences e costruzioni di vario tipo, che sembrano volersi gettare a mare, tanto sono vicine alla riva.




L'unico bell'edificio è un albergo : il “El Tai “ che ricorda vagamente l'architettura di Bangkok, mentre tutte le restanti sono solo immensamente ingombranti e fuori luogo, avendo rubato spazio all'arenile che ora deve essere protetto dall'erosione del mare.
Arriviamo fino ad un grande molo che si protende in mare davanti all'Avenida Constitucion da dove una bella spiaggia si snoda per parecchi km. dopo il capo che delimita l'abitato di Playa del Carmen.
Al ritorno, dopo una fugace occhiata al sito delle rovine Maya di Playacar, godiamo dell'ultimo bagno in mare davanti all'hotel.

Giorno 11° – 22/12
Ci svegliamo consapevoli che prima di sera lasceremo questo piccolo paradiso dal sole caldo.
Armiamo le macchine fotografiche per gli ultimi scatti, anche se il cielo è scuro ed imbronciato, tanto che all'ora di pranzo si scatena un furibondo temporale, che disperde chi era rimasto in piscina a prendere fino all'ultimo raggio di sole.
Chiudiamo le valige, consegniamo le chiavi, regoliamo il conto e ci mettiamo in attesa del transfer per l'aeroporto, che aspettiamo inutilmente fin verso le 18,30-
Il tempo passa, e quando sono le 2o nessuno ci ha ancora raccolto, nonostante ripetute telefonate fatte alla referente di Margò.
Dopo l'ennesimo sollecito spunta un minibus che, con calma, raccoglie noi ma lascia terra un'altra persona colpevole di essersi temporaneamente allontanata dal gruppo.
Arriviamo al check-in con il desk già chiuso, ma fortunatamente dopo di noi dovevano ancora imbarcare i vacanzieri diretti a Roma.
Questa volta ci è andata bene!!!!!!
Il viaggio di ritorno è stato lungo e noioso, interrotto da pranzo, cena, un poco di musica ed un paio di film, senza quasi riuscire a chiudere un occhio per la scomodità del sedile.

Giorno 12° - 23/12
Sbarchiamo a Malpensa dopo le 15,00 e dopo aver recuperato i bagagli, esaurito le formalità di frontiera, riusciamo ad arrivare a Milano per le 17,00 e finalmente a casa.
Ci vorranno parecchi giorni per smaltire il cambio di fuso orario ed adattarsi alle temperatura invernali, ma ci consola il fatto che è N A T A L E !!!!!
Una vacanza perfetta, vissuta in un ambiente piacevole, in un buon hotel, con un mare stupendo dai colori assolutamente da ricordare.


                                   Fine