domenica 4 febbraio 2018

CUBA - Cayo Largo

CUBA – Cayo Largo 2017

Forse questa è la volta buona!!!!
Da quando abbiamo prenotato e confermato in Agenzia il pacchetto di viaggio con destinazione Cuba – Cayo Largo dal 3 al 10 Aprile, è la terza volta che Eden Viaggi ( Margò ) ci sposta, qualche ora per volta, la partenza da Verona.
Avremmo dovuto partire alle 08,00 ed invece tutto è stato spostato alle 15,15 con conseguente perdita di un'intera giornata, perchè arriveremo in hotel alle 21 circa ( ora locale -7 rispetto all'Italia ).
Pensavamo di goderci un bel bagno in piscina, il fresco della sera ed una buona cena, ma dovremo cambiare piano.

Finalmente arriva il 3 Aprile.
Con la massima calma arriviamo al parcheggio, lasciamo l'auto e, dopo un breve tragitto, eccoci in aeroporto, primi davanti al desk della Eden.
In pochi minuti sbrighiamo le formalità d'imbarco, proseguiamo con la trafila del controllo bagagli e documenti e ci accomodiamo nelle sale di partenza passando per il duty free.
Dopo oltre due ore di noia in attesa dell'imbarco, finalmente si sale a bordo ed in qualche modo riusciamo a trascorrere le 12 ore di volo, riuscendo ad intravedere, nella luce del tramonto, le coste di Cuba e degli isolotti che la contornano.
Dopo le solite formalità di dogana ed essere stati rimpallati da un bus all'altro, con un breve viaggio di 10 minuti, ci troviamo sulla piazza della Marina, di fronte all'ingresso di “VILLA MARINERA”.
Ci presentiamo in reception e capiamo ( più per intuito che a parole ) che non risulta esserci alcuna nostra prenotazione.
Ci mandano, comunque, a cena, sperando di risolvere il problema, di cui un simpatico cameriere che parla un poco di italiano, si fa carico e che comunque, per quella sera, rimane irrisolto.
Lasciamo il nostro documento di viaggio, sperando che la tecnologia di Internet possa risolvere l'impasse.
Ci dicono di raggiungere il bungalow n. 121, che è il penultimo in fondo ad un giardino buio e sconosciuto, che neppure la lampada della cameriera venutaci in soccorso riesce ad illuminare decentemente.
Ammucchiamo le valigie e dopo una buona doccia ristoratrice di acqua salata ( il problema è lavarsi i denti !!), cercando invano di dare una regolata al condizionatore, riusciamo ad addormentarci.
Fortunatamente le zanzare sono andate in vacanza ed il sonno risulta abbastanza tranquillo, fino a quando la luce che filtra da porta e finestre non ci convince ad alzarci.

04 Aprile 2017
Ancora un poco assonnati per il cambio di fuso orario, facciamo a ritroso il percorso della sera prima, scoprendo che non era poi così difficile trovare la nostra sistemazione, anche se di notte.....è tutta un'altra cosa.




Mentre affrontiamo la nostra prima colazione, piuttosto spartana e poco attraente, che peggiorerà di giorno in giorno, aspettiamo il referente Eden, che ci illustra le meraviglie ( poche ) di quest'isola cubana.
Chiediamo, ad una nuova addetta alla reception, il nostro foglio di viaggio e scopriamo che quella della sera prima lo ha disgraziatamente portato chissà dove e che al momento è irrecuperabile, nonostante l'intervento del buon cameriere che parla italiano.
Il pezzo di carta sparito è importante perchè contiene il biglietto aereo, senza il quale.....
Con qualche preoccupazione in testa ritorniamo alla nostra camera e dopo aver armato la macchina fotografica, usciamo per la prima ricognizione, restando nel centro abitato.
Ci avviamo lungo la riva del canale che sta di fronte a Villa Marinera, scoprendo che nel grande ma poco curato giardino sono posizionati una dozzina di bungalow in legno realizzati per accogliere due unità abitative ( una grande camera, bagno, patio esterno anteriore e posteriore, arredamento sufficiente, cassaforte e frigo con una bottiglia d'acqua che viene sostituita ogni mattina ).
La piscina del resort è piccola, anche per i pochi clienti, leggermente torbida e riempita con acqua salmastra uguale a quella che esce da tutti i rubinetti dell'isola.



Usciamo attraversando la sala da pranzo con annesso bar e siamo subito nei giardini antistanti la stazione marittima, dove una decina di imbarcazioni aspettano... ( ma cosa ? ).
Una bella costruzione, sotto alte palme da cocco, ospita l'unico bar dell'isola e l'accesso ai pontili di imbarco verso le spiagge.




Nella piazzetta antistante è collocata una fontana senz'acqua ( bisognosa di tanta manutenzione ) e qui troviamo anche alcune bancarelle ( 5 ) stracolme di souvenir e l'unico negozio, che rimane chiuso per la maggior parte della giornata.
Gis si fa prendere dall'entusiasmo alla vista di un paio di prendisole, carini e tutti buchi, che acquista subito, ma che cambierà in giornata a causa di misure non perfette.
Passiamo in banca per cambiare qualche euro in CUC , anche se tutti accettano, alla pari, la nostra moneta, per avere un piccolo guadagno di qualche centesimo,
Qui la tecnologia è arrivata a piedi e forse una parte è ancora in ritardo, perchè nonostante il personale avesse un PC, la maggior parte delle operazioni è stata fatta a mano, prendendo appunti con la penna.
Ci dirigiamo verso l'ufficio del turismo, dove, una simpatica ragazza, gestisce tutte le prenotazioni delle gite, delle immersioni e quant'altro possibile.
Acquistiamo ( per 4 euro ) i biglietti per visitare il rifugio/allevamento delle tartarughe marine, che vengono tenute in alcune vasche circolari, secondo le rispettive età.
Delusi dalla pochezza del sito, facciamo ritorno all'ufficio per acquistare :
  • una doppia immersione da fare il giorno appresso ( euro 90 ),
  • la gita in barca a diverse spiagge, pranzo ed altre amenità, per il terzo giorno successivo ( euro 120 ).
Ritorniamo in hotel per il pranzo, godendoci la prima parziale delusione in merito al trattamento di all inclusive, che col passare dei giorni sarà sempre peggio.
Il pomeriggio lo trascorriamo in piscina, dove ci viene servita, da un volenteroso inserviente, una noce di cocco fresca, raccolta e aperta per consumarne succo e polpa.
Non fa molto caldo e verso sera continuiamo l'esplorazione del nulla arrivando fino al negozio di tabacchi e liquori che sta in fondo all'abitato, quasi dentro l'aeroporto.
La passeggiata termina in sala da pranzo, dove scopriamo che l'alternativa esiste solo quando c'è disponibilità di materia prima che arriva ( in modo incostante e saltuario ) via mare ogni qualche giorno.
Scopriamo anche che il personale ( per lavorare tutti ) viene fatto turnare ogni 3 settimane e lasciato a casa per 10 giorni, prima di riprendere il lavoro.
Salutiamo, quindi, il cameriere che aveva cercato di esserci utile ed attendiamo il nuovo personale, sperando inutilmente che i nuovi addetti alla cucina migliorino la situazione.

05 Aprile 2017
Al suono della sveglia mi sforzo di alzarmi, anche se sono solo le 07, perchè devo presentarmi al diving per le immersioni di oggi.
Raccolgo muta, maschera, computer e mi avvio sotto un sole già abbastanza caldo.
Arrivo troppo presto ed in attesa dei sub che vengono prelevati presso i vari hotel dell'isola ( in arrivo con apposito bus ) riempio i moduli necessari, prendo gav, pinne e cintura dei pesi ed inizio il trasporto verso la barca.
Un'impressione di molta approssimazione mi infastidisce e mi lascia perplesso.
La confusione nel piccolo specchio di poppa della barca, dove sono ammucchiate persone, attrezzature, bombole ed altro, è molta, ma in qualche modo ci prepariamo.
Si esce dal porto-canale e dopo aver raggiunto un primo punto di immersione, qualcuno cambia idea e ci spostiamo in altro luogo, oltre la pass della barriera corallina, evidentemente perchè il mare con onda in calo consente una sosta al largo.
Quando arriva il momento del briefing, il dive-master mi mostra una lavagnetta con una specie di grafico ( profondità ? tempi ? ) e con due parole liquida le istruzione per l'uso, mentre chiedo invano due pinne dello stesso numero ( farò le immersioni con un 39 ed un 42 ).
Vado in acqua per ultimo, ma nessuno mi aspetta mentre ho qualche difficoltà ad immergermi per l'insufficiente quantità di pesi, che con molta flemma mi vengono abbondantemente e sproporzionatamente integrati.
L'immersione è un continuo yo-yo per la precaria e difficile regolazione dell'assetto, ma riesco a vedere un'aquila di mare, uno squaletto, qualche cernia, vario pesce ed un fondale di non grande bellezza, pur avendo sfiorato i 37 metri.
Mi accorgo che l'aria si sta esaurendo molto velocemente e pochi minuti dopo aver dichiarato i 50 bar, sono costretto a segnalare che sono senz'aria a 15 metri e con qualche minuto ancora da restare in immersione.
Il compagno mi passa la seconda frusta ed in coppia attendiamo la fine dell'immersione, mentre viene lanciata la boa di segnalazione ( il famoso “cazzillo” ).
Emergiamo, ma della barca nessuna presenza.
Restiamo almeno 10 minuti a galleggiare in un mare non proprio tranquillo ( vero motivo per cui la barca era finita dentro la barriera ) e poi veniamo tirati a bordo.
Né un bicchiere d'acqua, né un frutto : un'ora dopo siamo sul secondo sito di immersione.
Risolto il problema dei pesi, l'immersione si svolge tranquillamente su un fondale di circa 10/12 metri, molto più colorato e ricco di vita del precedente, dove riesco a scattare una discreta quantità di fotografie accettabili.








Circa un'ora dopo siamo tutti a bordo, pronti a rientrare.
In porto ci attende il trasporto delle attrezzature, il risciacquo degli strumenti ed il ritorno in hotel, dove Gis è arrivata prima di me dall'escursione sulle spiagge di punta Sirena.
Un pranzo veloce e poi tempo libero fino a sera, preparando l'escursione del giorno dopo, tra isole e spiagge.

06 Aprile 2017
Ci alziamo presto per la colazione e per il successivo imbarco su un catamarano strapieno di casinisti italiani, tutti provenienti dall'Eden Village.
Il primo stop si fa sulla bianca spiaggia dell'isolotto delle iguane, dove sbarchiamo, dopo un breve percorso in un'acqua trasparente, accolti dai piccoli rettili, unici abitanti del posto, che aspettano cibo.








Dopo un'ora circa, dirigiamo per il secondo punto di ormeggio a ridosso della barriera corallina, dando fondo in un'acqua trasparente ed azzurra, che ispira un bagno ed una breve esplorazione del fondale da cui si levano begli agglomerati di corallo, riccamente abitati.
Usciti dall'acqua ci aspetta il pranzo : una eccellente aragosta alla cubana ( con pomodoro, sapori e riso), che ci viene servita in abbondanti porzioni, cui fa seguito una ancora più abbondante distribuzione di rum-cola.
Si riparte verso una zona di bassi fondali di sabbia bianca, descritti come “piscine naturali”.
Lo spettacolo è suggestivo perchè il mare è trasparente, quasi bianco, come la sabbia del fondale che sta sotto i nostri piedi ad una profondità da 10 a 50 cm.




Rischiando l'insolazione, ci avventuriamo per questo strano luogo, dove raramente incontriamo piccoli pesci che fuggono spaventati, qualche grossa conchiglia e qualche stella marina, ma la vita su questa distesa di sabbia non deve essere molto facile.
Si risale in barca e dopo qualche tempo siamo nuovamente ormeggiati a lato della barriera corallina, dove si scorge lo scafo martoriato di una barca affondata.
La trasparenza ed il magnifico colore azzurro dell'acqua ci invitano ad un nuovo bagno, mentre la maggior parte dei passeggeri ha ormai perso lucidità, dopo aver prosciugato almeno una dozzina di bottiglie di rum.
Lasciato l'ormeggio, ci dirigiamo al porto per il rientro, costeggiando le bellissime spiagge di playa Paraiso, playa Sirena ( salutata con un'estemporanea calata di costumi da bagno ) e le sabbie affioranti di punta Sirena, che doppiamo per immetterci nel canale.


Lasciamo la barca ed i suoi ospiti alle 16,30 circa per tornare in hotel e fare una doccia rinfrescante.
La cena ed una passeggiata completano il giorno.

07 Aprile 2017
Aiuto!!!! Le formiche ci hanno invaso !!!!
Gis, aprendo gli occhi al mattino, trova accanto al cuscino l'esercito invasore, che durante la notte ha cercato di impadronirsi del suo letto, anche se l'attacco non è perfettamente riuscito.
Dopo colazione, mentre in reception ci danno il vaucher per una giornata da passare all'hotel Playa Blanca, avvisiamo sull'accaduto, sperando che qualcuno faccia qualcosa.
Andiamo in piazza ad attendere il bus, che alle 9,30 ci porterà all'altro albergo del gruppo, dove potremo usufruire di tutti i servizi.
L'hotel è l'ultimo ed il più distante tra tutti, senza spiaggia propria da quando un uragano la ha spazzata via completamente, ma è architettonicamente bello, essendo costituito da una serie di villini con 6 unità abitative e dalla grande piscina che sostituisce la spiaggia assente.
Percorriamo circa un chilometro prima di ritrovare un poco di spiaggia davanti alla sfilata degli hotel che sono stati costruiti lungo questo tratto di costa, fino ad arrivare al Sol Cayo Largo che è l'ultimo, praticamente a fianco dell'aeroporto, a circa 8 km. da dove siamo partiti.
La spiaggia, in qualche punto erosa fino al 90%, è molto bella, bianca, di grana fine ed il mare ha colori bellissimi, tra il trasparente e l'azzurro intenso.











Camminiamo, faccio il bagno ( Gis esplora ) e poi si ritorna per il pranzo, che qui è tutt'altra cosa che al Villa Marinera : molta la varietà di scelta al buffet, buona la qualità, bella la presentazione del cibo, bibite servite al tavolo e sopratutto quello che manca viene reintegrato.
Sconsigliatissimo il caffè fatto con l'acqua salata.
Aspettiamo in piscina l'ora del ritorno e con una punta di malinconia rientriamo al nostro hotel, dove ci attende una scarna, triste cena.
Mentre aspettiamo il bus che ci riporterà al Playa Blanca per lo spettacolo serale, pensiamo di noleggiare un quad per il giorno successivo.
Lo spettacolo organizzato dall'animazione non è un gran che e la stanchezza si fa sentire.
Tutti a nanna.
08 Aprile 2017
Dalla reception chiamano il noleggiatore, che arriva con un enorme fuoristrada, ma che rimane leggermente deluso quando apprende che non ci interessa un'auto, ma solo un quattro ruote per sei ore.
Prendo il mezzo, rientro in hotel e carico Gis, che con la mia muta a mo' di cuscino per attutire i sobbalzi, grida, ad ogni buca, di andare più piano.
Oltrepassiamo il Playa Blanca e ci avventuriamo per una strada sterrata, costruita su dune di sabbia bianca, che, dopo qualche chilometro, ci conduce davanti ad un cartello che ci avverte di non proseguire.
Avremmo voluto arrivare fino all'estrema punta del Cayo, ma questo imprevisto ci lascia perplessi e non sapendo quanto serio sia l'avviso, decidiamo di ritornare sui nostri passi.
Giunti alla deviazione che indica la zone delle spiagge, ci infiliamo per una strada larga e polverosa, che ci conduce davanti a Playa Maltiempo, dalla sabbia bianchissima e mare dai colori stupendi.



Qui le fotografie partono a raffica e sembra di sprecare del tempo quando risaliamo sul quad e dirigiamo verso Playa Sirena, oltrepassando la lunga teoria delle spiaggette.
Playa Sirena è l'unica spiaggia su cui sono state piantate palme da cocco e dove esiste un servizio di ristorazione con possibilità di noleggio ombrelloni e lettini.






L'area della spiaggia è talmente grande che sembra di essere soli, in mezzo al deserto.
Fa molto caldo e ci scappa un bagno, mentre si cerca l'inquadratura migliore di ogni foto.
Esaurita l'ispirazione fotografica, riprendiamo la strada ritornando verso playa Paraiso, che merita assolutamente tale appellativo.
Lasciamo il quad all'ombra di un grande albero, a fianco di una baracca in cui si servono bevande ed all'occorrenza piatti fatti arrivare dal ristorante di playa Sirena, e, sotto un sole cocente, andiamo verso il mare, che qui ha colori mai visti.
La spiaggia, di sabbia bianchissima e della consistenza del borotalco, è immensa, sia in larghezza ( più di 100 metri ) che il lunghezza ( diversi chilometri ) ed è bagnata da un mare le cui acque hanno tutti i colori più belli.





Ci fermiamo per tempo di un bagno e poi a malincuore, dobbiamo raccogliere le nostre cose ed iniziare il rientro.
Abbandoniamo la mia vecchia muta al suo destino e, dopo aver riconsegnato il quad, riusciamo a prendere al volo un bus di passaggio che ci riporta alla piazzetta della Marina, dove ci fermiamo qualche momento a rimettere le ossa a posto, sorseggiando una batida.
Al rientro in camera troviamo, sul letto, un grande fiore fatto di asciugamani, frutto della mancia del giorno prima e del lavoro di caccia alle formiche.
La giornata termina con la solita passeggiata, dopo cena, tra le poche case destinate ai dipendenti degli hotel.

09 Aprile 2017
Dopo colazione, chiediamo il biglietto per essere trasportati in barca a playa Sirena ed in pochissimo tempo sbarchiamo all'approdo del ristorante.
Iniziamo, a piedi, il periplo delle diverse spiagge di punta Sirena, passando alle spalle della grande spiaggia, per un percorso stimato di circa 4 km.
Catturiamo alcune grandi conchiglie dalla madreperla colorata di rosa/arancio, abitate da una lumaca che ne fuoriesce, con nostra sorpresa, per circa 50 cm.




Rimesse in acqua le conchiglie, troviamo in acqua bassa, alcune stelle marine che sistemiamo per le dovute fotografie, fino a quando non arriva un tale che ce le butta in acqua fonda. ( ? !!! ? ).




La passeggiata continua in un continuo scattare delle macchine fotografiche, fino a quando Gis non fa fare il bagno alla sua, che smette di funzionare.





Arriviamo a playa Sirena e troviamo posto sotto una palma quasi in riva al mare, dove sistemiamo le nostre cose per poter fare un bel bagno.






Il tempo passa veloce ed arriva il momento del ritorno.
Durante la passeggiata serale arriviamo fino alla “casa del tabacco” dove acquistiamo una bottiglia di rum ed alcune cartoline, pur restando aperto il dilemma di dove trovare l'ufficio postale, che tutti dicono essere nei dintorni, ma che non siamo ancora riusciti a trovare.


10 Aprile 2017
Oggi è l'ultimo giorno e ( purtroppo ) ci hanno confermato la partenza alle 17,oo.
Le valigie sono pronte e così pensiamo di trascorrere le ore che ci separano dal volo a playa Sirena, a cui giungiamo con le prime barche del mattino, trovando il luogo tutto per noi.
Ci accampiamo sotto una palma in riva al mare e lasciamo che le ore passino una dopo l'altra.
Per fortuna ci è stata concessa una camera di cortesia dove fare un'ultima doccia prima di andare ad attendere il transfert per l'aeroporto.
Le formalità di imbarco non presentano difficoltà e dopo l'atterraggio a l'Havana, finalmente siamo in volo per l'Italia.
Le ore in aereo passano lentamente, interrotte da cena e colazione.

11 Aprile 2017
L'arrivo a Verona è in orario ed anche se, per la prima volta, vengono passate allo scanner della dogana tutte le valigie, riusciamo a riprenderci l'auto e tornarcene a casa, senza problemi.



La vacanza è stata meravigliosa ( le spiagge anche di più ed il mare da non poter essere descritto ), ma rimane un piccolo rimpianto per il cibo di pessima qualità e qualche altra piccola manchevolezza nel VILLA MARINERA.  

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