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venerdì 28 ottobre 2016

Phuket quattro anni dopo.

PHUKET 2.0 - Quattro anni dopo.

Come spesso succede, mentre si guarda ad Ovest, cercando una favorevole occasione a Cuba o nei Caraibi, ecco spuntare da Est la Thailandia : nuovamente PHUKET!!!!!!!!

14 – 15 Aprile 2016

….e fu così che il 14 Aprile verso le 10 del mattino, si è ripetuto il rituale delle partenze da Malpensa : Stazione di Brescia, Stazione di Milano e Malpensa Express.
Il viaggio in treno dura circa 2 ore, ma è assolutamente comodo perchè si arriva proprio dentro l'aeroporto.
Eravamo già stati a Kata quattro anni prima ( hotel CHABA ), ma la ghiotta offerta di “ Caesar Tour “ ( 900 euro per volo, una settimana di soggiorno e transfer ) ci è sembrata irresistibile ed abbiamo acquistato il pacchetto turistico senza troppo pensarci.
Il volo THAI di circa 11 ore è stato abbastanza scomodo perchè, grazie alla prenotazione al risparmio del Tour Operator, siamo finiti proprio in coda all'aereo, negli ultimi posti, dove sembra di stare in un gigantesco e rumoroso frullatore che ti scuote continuamente.
Giunti a Bangkok, dove non è mai facile trovare il gate dei voli interni, con un ulteriore ora di volo siamo arrivati a Phuket e qui siamo stati raccolti, con molta calma, dall'autista di un minibus che ci ha portati in albergo, dopo altri 45 minuti di strada percorsa in un traffico pazzesco, arrivando a destinazione verso le ore 14,00 locali (finalmente!!!)
Già lungo il percorso fino a Kata abbiamo notato molti cambiamenti, sia nella sistemazione della strada, ora per buona parte a più corsie, sia nell'enorme numero di nuovi palazzi e case sorte lungo la trafficata arteria, in sostituzione delle scadenti abitazioni che ricordavamo.
Qui il vento del cambiamento ha soffiato molto forte dalla nostra ultima visita e molti luoghi sono diventati irriconoscibili : palazzi al posto di modeste abitazioni, un fiorire di attività e l'eliminazione del provvisorio dopo la sventura dello tsunami.
Tutto è più europeo : le strade seguono uno sviluppo molto più razionale, negozi ed imprese commerciali sembrano più disciplinate, anche se non mancano le molteplici attività legate allo street-food ( guai se non fosse così !!!!).
Il Sugar Marina Resort Fashion è un ex 4 stelle ancora in ottimo stato e la camera che ci hanno assegnato è grande, luminosa, con un bel bagno con una grande doccia ed una grande vasca sistemata proprio in mezzo alla camera ( che idea ?? !!)
Bella la piscina raccolta tra le ali dell'albergo e con l'acqua fin troppo calda quando il sole la colpisce.
Dalla finestra ci affacciamo su una strada priva di traffico automobilistico, ma non senza ristoranti, saloni di massaggio, bar, uno studio di tatuaggi ed alcune bancarelle per la vendita di frutta, dolci e uno specialissimo gelato fatto al momento con gli ingredienti richiesti dal consumatore ( frutta, cioccolato, etc. ), tritati a mano, stesi sottilmente su una piastra criogenica e raccolti con una grande spatola che riavvolge il tutto come fosse un sigaro.
Come non assaggiare questa specialità sconosciuta ?
La mia preferita : il mango.
Il prezzo ? 80 bath = 2 euro.
Aperte le valigie e fatta una doccia, eccoci subito per strada a gustare i primi scorci di questa vacanza sulla grande spiaggia di Kata e la lunghissima passeggiata a bordo mare che arriva fino a Karon.
La sera ci sorprende ancora per strada a bighellonare.
Dopo aver molto guardato in giro per decidere in quale ristorante fermarci decidiamo per il nuovo “Tagliere di Massimo” a pochi passi dall'hotel, sapendo che qui la qualità è sicura, anche se i prezzi sono decisamente più alti della media, anche chiedendo cibi della cucina locale.
Il primo giorno in Thai finisce qui, dovendo smaltire quasi 20 ore di viaggio e 6 ore di differenza di fuso orario.


16 Aprile 2016
Ci svegliamo ancora piuttosto fuori forma, ma curiosi di sapere cosa ci sarà servito a colazione.
Le recensioni lette su Trip sono buone, ma....non si può mai sapere.
La sala è grande, pulita ed attorno sono sistemati i tavoli con cibi caldi o freddi, dolci o salati, frutta e dolci : c'è solo l'imbarazzo della scelta ed essendo il primo giorno ci scappa l'abbuffata.
A mattina inoltrata, carichi di buone intenzioni, ci dirigiamo verso la spiaggia e scopriamo che un editto reale ha proibito di occupare gli arenili con ombrelloni e lettini : la spiaggia senza alcun ingombro sembra immensa, ma ci siamo persi l'ombra ed il caldo è esagerato.
Ci rifugiamo al margine della spiaggia, dove alcuni alberi riescono a schermare i raggi solari e dopo aver sistemato le nostre cose, ci buttiamo in un'acqua che pare brodo caldo.
I colori non sono quelli dei Caraibi, ma oggi la luce è abbastanza buona, anche se scopriremo che la Thailandia può essere, oltre che il paese del sorriso, anche quello delle nebbie.
Restiamo in spiaggia per molto tempo prima di ritornare in hotel, fare una doccia con riposino e ritornare per le strade in attesa che arrivi un incantevole tramonto che tinge il cielo di rosso, di arancio, di rosa e di viola.
Rinunciando alla solita camminata, ci lasciamo incantare dal MALI SEA FOOD, ristorante dell'hotel, dove è in agguato la prima fregatura : cibo pessimo e caro.
Delusi guadagniamo la nostra camera e …..buona notte.

17 Aprile 2016
Oggi la nostra meta è Kata Noi, la spiaggia più piccola ( circa 1 Km ).
Lentamente ci incamminiamo su per la collina fino a giungere alla scalinata che porta alla spiaggia, anch'essa divenuta più grande per l'assenza di ombrelloni e lettini.
Trovato l'albero giusto a fianco dell'ingresso di un grande hotel, sistemiamo le nostre cose e dopo aver scambiato qualche parola con la guardia dell'hotel proviamo ad entrare in acqua sfidando grandi onde che non sembrano troppo amichevoli.
Il tempo passa presto ed a pomeriggio inoltrato riprendiamo la strada del ritorno fino ad incrociare la strada che ci porta all'estremità della grande spiaggia di Kata, dove ammucchiati uno all'altro, ci sono alcuni bei ristoranti, che ci ripromettiamo di frequentare nei prossimi giorni.
Il ristorante di questa sera è al quadrivio all'uscita di Kata e probabilmente questa è stata la miglior cena fra tutte, con una spesa di circa 16 euro in due.
Sulla strada del ritorno Gis inizia la raccolta dépliant per valutare le offerte delle diverse gite in barca nel golfo e finiamo per dar fiducia ad una simpatica signora che ha il proprio banco a 100 metri dal nostro hotel.
La proposta “5 in 1 – Canoe” ci convince più di altre ed al prezzo di circa 50 euro per ciascuno acquistiamo una gita all'isola di Panak, di Hong, di Panyee, di James Bond oltre altre amenità che scopriremo nella giornata di domani.

18 Aprile 2016
Sveglia alle 07,00 e, senza il tempo di fare colazione, eccoci in attesa del minibus che deve raccoglierci e portarci all'imbarco.
L'attesa è breve, ma non tutti sono puntuali, specialmente le due ragazze cinesi che si sono fatte aspettare un buon quarto d'ora davanti al loro hotel perchè nell'attesa erano andate a passeggio.
Dopo un' ora di viaggio in un traffico infernale, ci hanno scaricato a Ban Ao Po, davanti ad una costruzione indefinibile in cui ci viene offerta la colazione ( immangiabile ) e dove acquisto una sacca stagna per le macchine fotografiche.
Finalmente ci fanno percorrere un lungo pontile fino ad un piccolo battello dove ci imbarcano insieme ad un'altra cinquantina di persone.
Trovata un'onorevole sistemazione sul ponte superiore all'ombra di una tenda, mentre ci viene offerta acqua e coca cola, attraversiamo la grande baia mettendo la prua verso un mare di ….nebbia.
Per oltre un'ora proseguiamo verso Nord in mezzo ad una foschia che limita la visuale a 500/600 metri e nella quale si indovina la grande quantità di isolotti a panettone caratteristici di questa parte del golfo.
La barca viene ormeggiata nei pressi di una di queste piccole verdi montagne che emergono in mezzo al mare e, dopo una veloce corsa su una long-tail, sbarchiamo all'isola di PANYEE, dove è insediata una comunità di pescatori mussulmani ( qui la maggioranza è di religione buddista ).
Già da lontano appare evidente la tipica costruzione di una moschea con cupole dorate, ridossata ad uno dei soliti panettoni rocciosi che sovrasta la miriade di povere case su palafitte.
La visita è molto più veloce del necessario, tanto veloce che non si ha nemmeno il tempo di fissare qualche immagine di vita quotidiana, prima di essere nuovamente condotti al battello, dove viene servito un vero pranzo con diverse portate di pesce e carne, mentre si fa rotta verso l'isola di JAMES BOND.
Magnifica la vista dell'enorme monolite che sorge nello spazio di mare antistante Khao Ping Kan dove è stato girato il film “L'uomo dalla pistola d'oro”, ma troppa gente e poco tempo non aiutano a godere dello spettacolo.
Si riparte verso HONG, una serie di isolette e monoliti che proteggono un sito marino di particolare bellezza con acqua verde smeraldo , alla cui laguna si accede attraverso un arco scavato nella roccia calcarea.
Dopo una buona mezz'ora di navigazione a bordo di minuscole canoe in gomma condotte da personale locale, si ritorna al battello per dirigere verso l'isola di PANAK, dove avremo una grande sorpresa.
Avevamo visto, in alcuni filmati sulla Thailandia, un luogo a forma di un alto catino contornato da rocce in cui viveva un gruppo di scimmie a cui si poteva giungere percorrendo una galleria naturale, in parte allagata durante l'alta marea, ma non avremmo mai pensato di arrivarci.
La “grotta di smeraldo” è il nome che viene dato a questo luogo fantastico, cui siamo arrivati pagaiando su una piccola canoa.
La giornata si chiude con una sosta in un luogo imprecisato dove siamo stati invitati a fare il bagno, ma ce ne siamo ben guardati per l'abbondanza di schiuma in acqua e per la sua particolare colorazione, tra il verde marcio ed il color fango.
Dopo il ritorno in porto ed un'altra ora di strada in un traffico apocalittico, al rientro in albergo, abbiamo deciso di fare, di lì ad un paio di giorni, una seconda escursione in barca, spinti dalla soddisfazione di quella appena vissuta.
Cena in un piccolo ristorantino dove mi hanno servito una seppia spacciandola per i calamari ordinati : non raccomandato.

19 Aprile 2016
Facciamo colazione e con molta calma ci avviciniamo alla spiaggia per cercare un posto all'ombra.
Il mare è piuttosto agitato e le onde giocano un brutto scherzo a Gis che si ritrova il costume pieno di una sabbia finissima, che non se ne vuole andare.
Anch'io non sto molto bene e dopo mezzogiorno decidiamo di tornare in albergo per rimettere a posto tutte le cose che non funzionano.
Una passeggiata lungo tutta la spiaggia ci riporta nei luoghi già visti quattro anni prima e dobbiamo ammettere che, nel bene o nel male, nessuno ha dormito in questo posto.
A sera ci troviamo in spiaggia per fare foto al tramonto e per un bagno prima di andare a cena in questo giorno di tanto, tanto relax.
Sulla strada del ritorno in hotel ci fermiamo dalla solita “agenzia di viaggi”, dove, pur contrattando, non riusciamo a strappare grandi sconti e per altri 50 euro a testa riusciamo a partecipare ad un escursione che ci porterà tra le isole del Golfo.


20 Aprile 2016
Oggi è il giorno dedicato al “fai da te”.
Verso le dieci del mattino saltiamo su un mezzo di trasporto pubblico ( un vecchio autocarro con panche in legno ) che ci lascia nei pressi del CHALONG CIRCLE, dove un taxi ci porta al Seashell Museum : bello e molto interessante per la vastità della sua raccolta di conchiglie di ogni parte del mondo.
Al termine della visita, a piedi, percorriamo sotto il sole, il chilometro che ci separa da Rawai, dove ci aspetta un pantagruelico pasto di gamberi che acquistiamo dai pescatori e facciamo cuocere dal ristorante di fronte.
Per smaltire l'eccesso di calorie passeggiamo lungo la spiaggia notando che tutta una serie di attività è stata fatta cessare impoverendo l'attrattiva di questo villaggio di “zingari del mare”.
Rientriamo a Kata in taxi, non senza una sosta al punto panoramico da cui si scorgono le tre spiagge di Kata Noi, Kata Yai e Karon ( accidenti alla foschia !!!).
La serata finisce con la solita passeggiata ed un bagno in mare.

21 Aprile 2016

L'appuntamento con il minibus che ci trasporterà al luogo di imbarco è per le 8,30 ( fortunatamente dopo aver fatto colazione ) , ma dobbiamo attendere almeno 20 minuti prima che uno spaesato autista si faccia vivo.
Dopo aver girato per Kata in lungo ed in largo per raccogliere altri partecipanti, arriviamo dalle parti di Rawai dove l'attesa si prolunga nella bottega di uno strano ibrido cinese, che chiacchiera, chiacchiera ….. ma non combina niente.
Mentre passa il tempo, ci rendiamo conto che siamo contornati solo da turisti cinesi e che siamo gli unici europei di un gruppo di circa 20 persone.
Finalmente ( ore 10 ed oltre ) saliamo su un bel motoscafo che dopo una veloce traversata si avvicina ad un traballante molo di cubi galleggianti e ci sbarca a LONE ISLAND sulla spiaggia del Cruiser Island Resort.
La spiaggia è di una bellissima sabbia bianca, l'acqua ha bei colori ed il resort ( abbastanza mal concio ) ha una bella piscina, che ci viene messa a disposizione in attesa del pranzo.
Perdiamo tempo andando alla scoperta del posto ( non male ) , passeggiando e restando in acqua fino a quando ci fanno accomodare ad un tavolo con tre coppie di ragazzi cinesi che divorano allegramente tutto quello che ci viene servito, maneggiando le bacchette da veri maestri.
Il cibo è buono, ma la zuppa incendiaria.
Si riparte per Coral Island dove si ripete lo sbarco tramite pontile galleggiante e Gis finisce a pavimento non avendo visto un ostacolo.
Quando arriviamo sulla spiaggia siamo chiamati a raccolta sotto le palme, dove è stata sistemata una grande quantità di seggiole per ospitare alcune centinaia, anzi un migliaio di cinesi : in qualsiasi direzione si guardi ci sono solo loro.
Il posto è abbastanza squallido, chiassoso, un poco sporco e decisamente poco gradevole, ma questo è quello che ci offre CORAL ISLAND, in versione low-cost, invasa dal turismo di massa.
Ci consoliamo guardando una spiaggia di sabbia bianca con un mare incantevole dai colori eccezionali, ma anche piccoli battelli che imballano i motori proprio a riva, una marea di pseudo sub che si immerge in pochi metri d'acqua, senza specifica preparazione e che torna sulla spiaggia con la convinzione di aver compiuto un'impresa eroica.
Lasciamo il posto con qualche rimpianto per quello che viene così tanto maltrattato da migliaia di persone, pensando a quanto doveva essere bello qualche anno fa e dirigiamo la prua verso RACHA ISLAND.
Già da lontano si capisce che questo luogo ha un fascino eccezionale : sabbia bianca ed acque limpide di un azzurro stupendo.
Un primo tentativo di sbarco viene respinto, per l'affollamento al solito pontile galleggiate, lungo almeno 150 metri, così il nostro battello è costretto a sostare a ridosso di una parete rocciosa a circa 500 metri dalla spiaggia.
Abbrancata maschera e boccaglio, dopo pochi metri devo stare attento a non spalancare la bocca per la sorpresa : una miriade di piccoli pesci del reef danza nell'acqua sottostante insieme a grandi e coloratissimi pesci pappagallo ed altri con livree che non conosco.
Troppo presto ci chiamano a raccolta e questa volta lo sbarco ha successo.
Appena toccata la sabbia veniamo invitati a restare al sole ed a non andare oltre perchè la spiaggia è privata : proprietà dell'hotel costruito in quel posto.
Il sole è veramente troppo forte per la nostra pelle e dobbiamo riparaci in una stradina che costeggia un fabbricato pieno di malandati negozi che fanno corona ad un altro hotel.
Molto delusi dall'accoglienza, rinunciamo a qualsiasi serio tentativo di esplorazione ed aspettiamo che trascorra il tempo previsto per la sosta, rimpiangendo di dover rinunciare a tanta bellezza.
Si rientra in porto e veniamo subito trasportati in hotel.
Siamo stanchi, ma non possiamo rinunciare alla solita uscita serale con la cena che avrà il minor prezzo tra tutte : circa 11 euro in due.
Al rientro in camera completiamo la preparazione delle valige perchè domani è l'ultimo giorno di vacanza.


22 Aprile 2016
Scendiamo a far colazione e poi in piscina ad aspettare che arrivi l'ora del trasferimento in aeroporto.
Verso le 17 arriva un minibus che ci trasferisce all'aeroporto di Phuket, da dove alle 20,35 si leva il nostro aereo che ci sbarca a Bangkok alle 22,00.
Il volo per Milano è alle 00,40 e per più di due ore non ci resta che passeggiare per diversi chilometri facendo scorrere le centinaia di negozi che ciclicamente si ripetono lungo il percorso.
L'aeroporto di Bangkok è una cosa eccezionale, ma questa è la quarta volta che devo far passare le ore qui e la cosa è ormai piuttosto monotona.
Sono bastate alcune file di sedili più avanti ed il viaggio è diventato sopportabile.
Due film, molta musica, mezzo libro e qualche minuto di sonno : eccoci a Malpensa alle 07,35 dopo 13 ore di volo.
Un caffè ( pessimo ) all'uscita dell'aeroporto, poi in treno fino a Brescia.
Cerchiamo di adattarci al nuovo fuso orario, ma sarà battaglia persa per almeno altri 15 giorni.

Abbiamo visto cose che ci ha fatto piacere vedere ed altre che non avremmo voluto :
    - abbiamo visto che tutto un popolo ha fatto fronte comune per migliorarsi dopo la distruzione dello tsunami,
    - abbiamo visto bellezze naturali non comuni,
    - abbiamo visto come per vile denaro si può distruggere quello che la natura ha creato,
    - abbiamo visto che si sta correndo ai ripari e che è di questi giorni la notizia che lo Stato Thailandese ha impedito l'accesso ad alcuni siti di bellezza incomparabile,
    - abbiamo visto ….la nebbia, tra le isole di Hong,
    ed abbiamo sempre negli occhi tanti, tanti posti meravigliosi.


Alcune fotografie :

La piscina
La spiaggia di Kata

La spiaggia di Kata Noi

Moschea a PANYEEE Island



Panyee Island




James Bond Island

Hong

Hong


























Rawai

Spiagge di Kata Noi, Kata e Patong

Lone Island

Coral Island

Racha beach



lunedì 29 settembre 2014

Phuket


PHUKET 

E' inverno, piove quasi tutti i giorni.
La voglia di mare, spiaggia e sole ci tormenta da qualche tempo e quando arriva il 27 Novembre , ci presentiamo in aeroporto pronti a goderci la nostra vacanza al caldo.
Abbiamo prenotato un volo Thai Airways che da Milano Malpensa ci porterà prima a Bangkok e poi a Phuket in circa 15 ore, per il prezzo di 870 euro (assicurazioni comprese), avendo perso, qualche giorno prima, un' offerta strepitosa di circa 730 euro.
Arriviamo a Phuket alle 9,30 ( ora locale ) in un caldo mattino del giorno dopo, con ancora addosso i vestiti dei -2 gradi di Milano. Dopo qualche indecisione sulla scelta del mezzo di trasporto, optiamo per un minibus collettivo che, per 180 bath a persona ( 4,5 euro ), ci trasporta fino all'Hotel Chaba in Kata Beach, facendoci fare un giro panoramico di mezza isola ed una abbondante sauna gratuita.
L'hotel è molto più carino di quello che appariva sul sito web e la camera che ci viene assegnata è ampia, pulita e ben arredata in stile thai, anche se scopriremo che mancando il box doccia, avremo sempre acqua in tutto il bagno.
Buono l'impianto dell'aria condizionata che mantiene temperatura e l'umidità in condizioni ottimali.
Recuperiamo, con qualche ora di sonno, la fatica del viaggio e ci spingiamo per via cercando di capire la nostra posizione rispetto ai servizi pubblici disponibili ed all'Agenzia di Martino “Amici di Phuket”.
Scopriamo di essere a meno di 300 metri dalla spiaggia di Kata, raggiungibile a piedi per una stradina che costeggia il Med ed ancor meno distanti dall'ufficio di Martino, che ci propina una serie di “ io sono il meglio”, vendendoci, per i giorni a seguire, una gita a quella che Lui chiama la “mia isola” ed un tour nel Mare delle Andamane.
Cena in albergo con musica e prezzo irrisorio, ma con scarso gradimento.


29/11
Nonostante la forte differenza di fuso orario ci svegliamo abbastanza in forma e dopo una abbondante colazione che parrebbe quasi una cena, dedichiamo un poco di tempo ad esplorare il lussureggiante giardino e la graziosa piscina dell'albergo.
Ci mettiamo in marcia verso la spiaggia di Kata, che scopriamo lunghissima di rimpetto alla proprietà del Club Med ed ad una strada lungomare ornata da palme ed alberi ombrosi.
Il mare è stupendo, anche se tormentato dall'onda di fine monsone e la spiaggia ha una abbondante bella sabbia dorata.
Ci spostiamo verso il centro spiaggia perché non ci convince il fiumiciattolo di acqua puzzolente che abbiamo notato lungo la stradina di accesso all'arenile e che nella parte terminale serve come rimessaggio delle long-tail.
Affittiamo un ombrellone con due lettini al folle prezzo di 200 bath ( 5 euro per tutto il giorno) e tra un bagno e l'altro, in un acqua caldissima, riusciamo a fare lunghe passeggiate sulla spiaggia ed un  pranzo a base di frutta e succo di cocco.
Per la curiosità di scoprire cosa si cela nei pressi del promontorio che chiude la baia, rifacciamo nuovamente tutta la spiaggia ed a  pomeriggio inoltrato decidiamo di ritornare in albergo per rimediare ai danni di un sole cui non siamo abituati.
Durante la solita passeggiata prima di cena scopriamo, a meno di 800 metri, il ristorante del Sawasdee Hotel ( scuola di cucina Thai ) dove ci fermiamo affascinati dall'ambiente estremamente elegante, in puro stile tailandese, che contempla una verdissimo giardino e vasche d'acqua.
Pur convinti che pagheremo salato il nostro ardire, ordiniamo cibi per noi assolutamente sconosciuti che troviamo ottimi con una spesa finale inferiore a 700- bath, cioè circa 18 euro in due.

30/11
Ci svegliamo in ottima forma e decidiamo di affrontare ( a piedi ) il percorso che ci divide da Karon e di buona lena in un caldo mattino, percorriamo i circa due Km di strada parallela alla bella, larga spiaggia dorata che, a suo tempo, fu completamente distrutta dallo tsunami.
Di quell'evento resta qualche cartello di avviso, la duna di difesa e le opere dello scolmatore.
Lungo il percorso una fila ininterrotta di hotel, ristoranti ( alcuni molto caratteristici ) e bar fino all'ingresso della caotica cittadina di Karon nella quale preferiamo non inoltrarci perché la nostra attenzione viene colpita dal Wat Suwam Khiri Khat, nel cui ampio recinto enormi serpenti ornano i diversi fabbricati ed i caratteristici guerrieri scimmia blu montano la guardia ai templi sacri.
Alle porte esterne, posti in occasione di chissà quale tributo,  restano due giganteschi ritratti del re e della regina.
Ritorniamo piano sui nostri passi dopo aver fatto l'ennesimo pieno di succo di frutta frullata al momento, in condizioni igieniche non sempre perfette, anche se non ci è mai capitato di avere disturbi di alcun genere.
Ci soffermiamo qua e là a sbirciare il lungo nastro di sabbia e un enorme serpente mitologico arrotolato sulle proprie spire presso il quale troviamo  segni di una tangibile devozione quotidiana.
Dedichiamo gli ultimi sguardi del giorno ai diversi negozi della collinetta che separa Karon da Kata e dopo aver confermato a Martino la nostra partecipazione alla gita alla “sua isola”, ritorniamo in albergo dopo aver cenato ( discretamente male ) in un ristorantino sulla via principale.

01/12
Ci svegliamo di buon ora in attesa del fuoristrada che ci porterà a Rawai dove ci aspettano le barche ( due long-tail ) che imbarcheranno la dozzina di partecipanti della gita alla fantomatica isola di Koh Bon, ora completamente abbandonata, ma dove troviamo, in disuso, le strutture balneari di qualche albergo che ha rinunciato a trasferire qui i propri clienti.
Dopo aver scaricato viveri ed acqua sotto la fitta ombra di grandissimi alberi, facciamo il primo bagno in un acqua di un azzurro incredibile, pronti a prendere il sentiero che ci condurrà dall'altro lato dell'isola immaginando spiagge meravigliose.
Mezz'ora di cammino tra vegetazione e bordo mare, dove le trasparenze dell'acqua cambiano dal bianco azzurro al blu intenso, fino ad arrivare ad una spiaggetta di pochi metri con molti sassi e con l'acqua infestata dalle meduse : grandissima delusione !!!!!
Mentre si attende, un poco costernati, di poter ritornare al luogo di partenza, approfittiamo dei momenti di pausa per conoscerci meglio e scopriamo di avere con noi due ragazzi che abitano ad un tiro di fucile da casa.
Sulla spiaggia dell'arrivo, dove rimangono solo resti di passate attività turistiche, troviamo una coppia di giovani sposi che completano il loro album fotografico e scopriamo, così, che Martino non ha assolutamente l'esclusiva dell'isola, ma la condivide, in modo non troppo palese, con altri.
A pomeriggio inoltrato si ritorna sul lungomare di Rawai dove i pescatori locali portano il loro compenso in natura per venderlo a chi vorrà farlo cucinare dai ristorantini appostati lì a fianco.
Acquistiamo parecchi gamberi ed un pesce di oltre un Kg. che per 150 bath ci vengono restituiti pronti per essere mangiati e gustati piacevolmente.
A fine pranzo, dopo aver vagato tra i negozi che vendono conchiglie, perline ed altri oggetti, noleggiamo un taxi che ci riporta in albergo passando per il Kata-wiew-point da dove si gode una bellissima vista panoramica sulle tre spiagge sottostanti fino al promontorio di Patong.
La giornata non è bellissima e la foschia ci fa desistere dalla solita abbondanza di fotografie.
Ritorneremo in altra occasione.



02/12
Ci svegliamo prima del solito perché abbiamo deciso di andare a Phuket City con i mezzi pubblici.
Dopo una camminata chilometrica per arrivare alla stazione dei bus posta alla fine della spiaggia di Kata, saliamo su uno sgangherato autocarro con panche laterali e centrali, che a passo d'uomo raccatta clienti fin quasi a Karon, accelerando solo quando la strada inizia a salire verso Chalong, dove si cambia mezzo, anche se in tutto simile a quello di prima.
Arriviamo in circa ¾ d'ora a Phuket, dove perdiamo tempo ad orizzontarci ed a convincere un conducente di tuk-tuk a portarci ad uno dei tanti Wat, senza passare prima da un centro commerciale a Lui gradito.
Incredibile : ha rinunciato al trasporto, per aver noi rifiutato la visita al market che ci suggeriva !!!!!
Pur spostandoci a piedi, troviamo comunque alcuni templi interessantissimi ed arriviamo quasi in centro città.
Prima di arrenderci al caldo ed alla stanchezza e dopo una buona litigata sulla direzione da seguire, riprendiamo la strada del ritorno.

03/12
Giornata dedicata all'ozio in spiaggia a Kata Noi Beach, bellissimo piccolo arenile dorato ( circa 1 Km ) con acqua splendidamente trasparente, pulita e calda.
Qui pochi hotel ed alcune villette arrampicate sulla collina, si contendono questa spiaggia in cui ritorneremo più volte per la sua bellezza.
Troviamo sotto l'ombrellone a fianco due italiani con cui chiacchieriamo fino a sera, quando riusciamo a scattare bellissime immagini di un tramonto infuocato.
Torniamo da Martino per confermare la gita in barca a Koh Phi Phi ed altre isole del golfo ed andare a cenare nel gettonato e raccomandato ristorante italiano “Il tagliere d Massimo” a Kata, dove mangiamo favolosi spaghetti con aragosta e gamberoni ( piatti indimenticabili ).

04/12
L'auto ci aspetta di buon mattino e ci porta fino all'imbarco presso Phuket Town, dove un motoscafo veloce simile ad un cavallo impazzito a causa dell'onda monsonica non del tutto acquietatasi, ci porta alla prima perla della giornata : Khai Nai, una lunga spiaggia bianchissima contornata da palme.
L'immagine che si presenta ai nostri occhi è assolutamente caraibica e mentre si sbarca per il pranzo, ci accorgiamo degli incredibili colori dell'acqua cristallina in cui ci tuffiamo per rinfrescarci.
Andarsene è un peccato, ma la prossima fermata, Chicken Island, una piccola bellissima spiaggia protetta da uno sperone roccioso non è da meno.
La devastazione dei fondali operata dallo tsunami è arrivata anche qui e nonostante siano passati alcuni anni, la vita sottomarina non è riuscita a riprendere il proprio ruolo : rari i coralli e non molti i pesci di barriera.
E' comunque un luogo che incanta e fare il bagno qui in un acqua verdissima e trasparente è rimasto nel mio cuore.
La tappa successiva è Bamboo Island, una spiaggia bianchissima con alle spalle una vegetazione lussureggiante ed una mare di un azzurro intenso, profondo e con una vita marina interessante già a ad un decina di metri dalla battigia.
Quando è ora di ripartire nessuno vorrebbe farlo, ma ci aspetta Phi Phi Don con la splendida spiaggia che divide in due le baie di Loh Dalun e Ton Say, che vediamo da lontano passando in fretta per andare a Monkey Bay, dove per mascherare il ritardo accumulato, ci viene detto che le scimmie sono cattive e non si può sbarcare.
La tappa successiva è Phi Phi Lae dove la barca si infila tra due alte pareti rocciose a picco su un acqua verde smeraldo e prosegue per la Viking Cave dove ancora si raccolgono i famosi “nidi di rondine”.
Infine quanto di più incredibile : Maya Bay, una lunga spiaggia addossata ad una alta parete a picco che protende le proprie braccia per proteggerla dal mare.
Qui è stato girato il film “The beach” e la location non poteva essere più appropriata.
Un bagno indimenticabile in un luogo unico al mondo ed un ritorno improcrastinabile che ci regala ancora immagini di un tramonto infuocato.
Una giornata da oltre 250 scatti, uno più bello dell'altro.

5/12
Riprendiamo i mezzi pubblici per visitare il Wat Chalong, bellissimo tempio buddista che ci ha tenuti impegnati per diverse ore, riuscendone a scoprire tutti i punti interessanti che mostrano quanta bellezza possiedano queste sacre costruzioni.
Da lontano compare la statua del Big Budda alta 40 metri posta in cima ad una collina.
Rientriamo facendo tappa a Rawai dove ci concediamo un'abbondante porzione di gambreroni ( 800 bath per kg = 20 euro ) cucinati dallo Sea Gipsy e dopo pranzo acquistiamo alcune belle conchiglie che qui giacciono a migliaia sui banchi dei negozi.
Per smaltire le calorie superflue riusciamo a far tappa a Nai Harn Beach e scattare alcune interessanti immagini del Wat locale.

6/12
Proprio perché è arrivato il momento di cominciare a pensare al rientro, oggi abbiamo deciso di noleggiare un tuk-tuk che resterà a nostra disposizione per arrivare fino al Phromthep Cape, il capo più a Sud dell'Isola.
Contrattiamo il prezzo che fissiamo in 1.200 bath e iniziamo la corsa con un ciarliero autista, arrampicandoci verso Kata-wiew-point da dove riusciamo a fare alcune buone fotografie, interrotti solo da una giovane intervistatrice che vuole conoscere il nostro gradimento sulla Thai.
Proseguiamo passando sulle colline di Nai Harn con visuali mozzafiato da Yanui Bay Wiew ed infine arriviamo proprio al faro posto sul promontorio, da dove l'apparecchiatura di segnalazione posta in uno strano edificio compie il proprio dovere verso un mare fantastico.
Ritornando per la strada di Chalong, chiediamo al nostro autista di fermarsi alla fattoria dove si allevano ed istruiscono al lavoro gli elefanti e la sosta è piacevolmente rallegrata dalle carezze ad un piccolo di non più di un anno.
Passiamo le ultime ore a Kata Noi Beach, in quella parte di spiaggia sotto la collina dove hanno trovato collocazione i migliori alberghi.
Rientriamo e prima di fare le valigie ci concediamo un 'ultima cena all'ottimo ristorante italiano di Kata.

7 - 8/12
Il solito taxi collettivo ci raccoglie in mattinata e con molta calma ci trasporta in aeroporto da dove partiremo alle 17 circa alla volta di Bangkok per arrivare a Milano alle 7 del mattino del 8 Dicembre..




   Dopo una settimana trascorsa al caldo, il giorno 9 Dicembre avremo la sorpresa della neve in città.