lunedì 29 settembre 2014

Phuket


PHUKET 

E' inverno, piove quasi tutti i giorni.
La voglia di mare, spiaggia e sole ci tormenta da qualche tempo e quando arriva il 27 Novembre , ci presentiamo in aeroporto pronti a goderci la nostra vacanza al caldo.
Abbiamo prenotato un volo Thai Airways che da Milano Malpensa ci porterà prima a Bangkok e poi a Phuket in circa 15 ore, per il prezzo di 870 euro (assicurazioni comprese), avendo perso, qualche giorno prima, un' offerta strepitosa di circa 730 euro.
Arriviamo a Phuket alle 9,30 ( ora locale ) in un caldo mattino del giorno dopo, con ancora addosso i vestiti dei -2 gradi di Milano. Dopo qualche indecisione sulla scelta del mezzo di trasporto, optiamo per un minibus collettivo che, per 180 bath a persona ( 4,5 euro ), ci trasporta fino all'Hotel Chaba in Kata Beach, facendoci fare un giro panoramico di mezza isola ed una abbondante sauna gratuita.
L'hotel è molto più carino di quello che appariva sul sito web e la camera che ci viene assegnata è ampia, pulita e ben arredata in stile thai, anche se scopriremo che mancando il box doccia, avremo sempre acqua in tutto il bagno.
Buono l'impianto dell'aria condizionata che mantiene temperatura e l'umidità in condizioni ottimali.
Recuperiamo, con qualche ora di sonno, la fatica del viaggio e ci spingiamo per via cercando di capire la nostra posizione rispetto ai servizi pubblici disponibili ed all'Agenzia di Martino “Amici di Phuket”.
Scopriamo di essere a meno di 300 metri dalla spiaggia di Kata, raggiungibile a piedi per una stradina che costeggia il Med ed ancor meno distanti dall'ufficio di Martino, che ci propina una serie di “ io sono il meglio”, vendendoci, per i giorni a seguire, una gita a quella che Lui chiama la “mia isola” ed un tour nel Mare delle Andamane.
Cena in albergo con musica e prezzo irrisorio, ma con scarso gradimento.


29/11
Nonostante la forte differenza di fuso orario ci svegliamo abbastanza in forma e dopo una abbondante colazione che parrebbe quasi una cena, dedichiamo un poco di tempo ad esplorare il lussureggiante giardino e la graziosa piscina dell'albergo.
Ci mettiamo in marcia verso la spiaggia di Kata, che scopriamo lunghissima di rimpetto alla proprietà del Club Med ed ad una strada lungomare ornata da palme ed alberi ombrosi.
Il mare è stupendo, anche se tormentato dall'onda di fine monsone e la spiaggia ha una abbondante bella sabbia dorata.
Ci spostiamo verso il centro spiaggia perché non ci convince il fiumiciattolo di acqua puzzolente che abbiamo notato lungo la stradina di accesso all'arenile e che nella parte terminale serve come rimessaggio delle long-tail.
Affittiamo un ombrellone con due lettini al folle prezzo di 200 bath ( 5 euro per tutto il giorno) e tra un bagno e l'altro, in un acqua caldissima, riusciamo a fare lunghe passeggiate sulla spiaggia ed un  pranzo a base di frutta e succo di cocco.
Per la curiosità di scoprire cosa si cela nei pressi del promontorio che chiude la baia, rifacciamo nuovamente tutta la spiaggia ed a  pomeriggio inoltrato decidiamo di ritornare in albergo per rimediare ai danni di un sole cui non siamo abituati.
Durante la solita passeggiata prima di cena scopriamo, a meno di 800 metri, il ristorante del Sawasdee Hotel ( scuola di cucina Thai ) dove ci fermiamo affascinati dall'ambiente estremamente elegante, in puro stile tailandese, che contempla una verdissimo giardino e vasche d'acqua.
Pur convinti che pagheremo salato il nostro ardire, ordiniamo cibi per noi assolutamente sconosciuti che troviamo ottimi con una spesa finale inferiore a 700- bath, cioè circa 18 euro in due.

30/11
Ci svegliamo in ottima forma e decidiamo di affrontare ( a piedi ) il percorso che ci divide da Karon e di buona lena in un caldo mattino, percorriamo i circa due Km di strada parallela alla bella, larga spiaggia dorata che, a suo tempo, fu completamente distrutta dallo tsunami.
Di quell'evento resta qualche cartello di avviso, la duna di difesa e le opere dello scolmatore.
Lungo il percorso una fila ininterrotta di hotel, ristoranti ( alcuni molto caratteristici ) e bar fino all'ingresso della caotica cittadina di Karon nella quale preferiamo non inoltrarci perché la nostra attenzione viene colpita dal Wat Suwam Khiri Khat, nel cui ampio recinto enormi serpenti ornano i diversi fabbricati ed i caratteristici guerrieri scimmia blu montano la guardia ai templi sacri.
Alle porte esterne, posti in occasione di chissà quale tributo,  restano due giganteschi ritratti del re e della regina.
Ritorniamo piano sui nostri passi dopo aver fatto l'ennesimo pieno di succo di frutta frullata al momento, in condizioni igieniche non sempre perfette, anche se non ci è mai capitato di avere disturbi di alcun genere.
Ci soffermiamo qua e là a sbirciare il lungo nastro di sabbia e un enorme serpente mitologico arrotolato sulle proprie spire presso il quale troviamo  segni di una tangibile devozione quotidiana.
Dedichiamo gli ultimi sguardi del giorno ai diversi negozi della collinetta che separa Karon da Kata e dopo aver confermato a Martino la nostra partecipazione alla gita alla “sua isola”, ritorniamo in albergo dopo aver cenato ( discretamente male ) in un ristorantino sulla via principale.

01/12
Ci svegliamo di buon ora in attesa del fuoristrada che ci porterà a Rawai dove ci aspettano le barche ( due long-tail ) che imbarcheranno la dozzina di partecipanti della gita alla fantomatica isola di Koh Bon, ora completamente abbandonata, ma dove troviamo, in disuso, le strutture balneari di qualche albergo che ha rinunciato a trasferire qui i propri clienti.
Dopo aver scaricato viveri ed acqua sotto la fitta ombra di grandissimi alberi, facciamo il primo bagno in un acqua di un azzurro incredibile, pronti a prendere il sentiero che ci condurrà dall'altro lato dell'isola immaginando spiagge meravigliose.
Mezz'ora di cammino tra vegetazione e bordo mare, dove le trasparenze dell'acqua cambiano dal bianco azzurro al blu intenso, fino ad arrivare ad una spiaggetta di pochi metri con molti sassi e con l'acqua infestata dalle meduse : grandissima delusione !!!!!
Mentre si attende, un poco costernati, di poter ritornare al luogo di partenza, approfittiamo dei momenti di pausa per conoscerci meglio e scopriamo di avere con noi due ragazzi che abitano ad un tiro di fucile da casa.
Sulla spiaggia dell'arrivo, dove rimangono solo resti di passate attività turistiche, troviamo una coppia di giovani sposi che completano il loro album fotografico e scopriamo, così, che Martino non ha assolutamente l'esclusiva dell'isola, ma la condivide, in modo non troppo palese, con altri.
A pomeriggio inoltrato si ritorna sul lungomare di Rawai dove i pescatori locali portano il loro compenso in natura per venderlo a chi vorrà farlo cucinare dai ristorantini appostati lì a fianco.
Acquistiamo parecchi gamberi ed un pesce di oltre un Kg. che per 150 bath ci vengono restituiti pronti per essere mangiati e gustati piacevolmente.
A fine pranzo, dopo aver vagato tra i negozi che vendono conchiglie, perline ed altri oggetti, noleggiamo un taxi che ci riporta in albergo passando per il Kata-wiew-point da dove si gode una bellissima vista panoramica sulle tre spiagge sottostanti fino al promontorio di Patong.
La giornata non è bellissima e la foschia ci fa desistere dalla solita abbondanza di fotografie.
Ritorneremo in altra occasione.



02/12
Ci svegliamo prima del solito perché abbiamo deciso di andare a Phuket City con i mezzi pubblici.
Dopo una camminata chilometrica per arrivare alla stazione dei bus posta alla fine della spiaggia di Kata, saliamo su uno sgangherato autocarro con panche laterali e centrali, che a passo d'uomo raccatta clienti fin quasi a Karon, accelerando solo quando la strada inizia a salire verso Chalong, dove si cambia mezzo, anche se in tutto simile a quello di prima.
Arriviamo in circa ¾ d'ora a Phuket, dove perdiamo tempo ad orizzontarci ed a convincere un conducente di tuk-tuk a portarci ad uno dei tanti Wat, senza passare prima da un centro commerciale a Lui gradito.
Incredibile : ha rinunciato al trasporto, per aver noi rifiutato la visita al market che ci suggeriva !!!!!
Pur spostandoci a piedi, troviamo comunque alcuni templi interessantissimi ed arriviamo quasi in centro città.
Prima di arrenderci al caldo ed alla stanchezza e dopo una buona litigata sulla direzione da seguire, riprendiamo la strada del ritorno.

03/12
Giornata dedicata all'ozio in spiaggia a Kata Noi Beach, bellissimo piccolo arenile dorato ( circa 1 Km ) con acqua splendidamente trasparente, pulita e calda.
Qui pochi hotel ed alcune villette arrampicate sulla collina, si contendono questa spiaggia in cui ritorneremo più volte per la sua bellezza.
Troviamo sotto l'ombrellone a fianco due italiani con cui chiacchieriamo fino a sera, quando riusciamo a scattare bellissime immagini di un tramonto infuocato.
Torniamo da Martino per confermare la gita in barca a Koh Phi Phi ed altre isole del golfo ed andare a cenare nel gettonato e raccomandato ristorante italiano “Il tagliere d Massimo” a Kata, dove mangiamo favolosi spaghetti con aragosta e gamberoni ( piatti indimenticabili ).

04/12
L'auto ci aspetta di buon mattino e ci porta fino all'imbarco presso Phuket Town, dove un motoscafo veloce simile ad un cavallo impazzito a causa dell'onda monsonica non del tutto acquietatasi, ci porta alla prima perla della giornata : Khai Nai, una lunga spiaggia bianchissima contornata da palme.
L'immagine che si presenta ai nostri occhi è assolutamente caraibica e mentre si sbarca per il pranzo, ci accorgiamo degli incredibili colori dell'acqua cristallina in cui ci tuffiamo per rinfrescarci.
Andarsene è un peccato, ma la prossima fermata, Chicken Island, una piccola bellissima spiaggia protetta da uno sperone roccioso non è da meno.
La devastazione dei fondali operata dallo tsunami è arrivata anche qui e nonostante siano passati alcuni anni, la vita sottomarina non è riuscita a riprendere il proprio ruolo : rari i coralli e non molti i pesci di barriera.
E' comunque un luogo che incanta e fare il bagno qui in un acqua verdissima e trasparente è rimasto nel mio cuore.
La tappa successiva è Bamboo Island, una spiaggia bianchissima con alle spalle una vegetazione lussureggiante ed una mare di un azzurro intenso, profondo e con una vita marina interessante già a ad un decina di metri dalla battigia.
Quando è ora di ripartire nessuno vorrebbe farlo, ma ci aspetta Phi Phi Don con la splendida spiaggia che divide in due le baie di Loh Dalun e Ton Say, che vediamo da lontano passando in fretta per andare a Monkey Bay, dove per mascherare il ritardo accumulato, ci viene detto che le scimmie sono cattive e non si può sbarcare.
La tappa successiva è Phi Phi Lae dove la barca si infila tra due alte pareti rocciose a picco su un acqua verde smeraldo e prosegue per la Viking Cave dove ancora si raccolgono i famosi “nidi di rondine”.
Infine quanto di più incredibile : Maya Bay, una lunga spiaggia addossata ad una alta parete a picco che protende le proprie braccia per proteggerla dal mare.
Qui è stato girato il film “The beach” e la location non poteva essere più appropriata.
Un bagno indimenticabile in un luogo unico al mondo ed un ritorno improcrastinabile che ci regala ancora immagini di un tramonto infuocato.
Una giornata da oltre 250 scatti, uno più bello dell'altro.

5/12
Riprendiamo i mezzi pubblici per visitare il Wat Chalong, bellissimo tempio buddista che ci ha tenuti impegnati per diverse ore, riuscendone a scoprire tutti i punti interessanti che mostrano quanta bellezza possiedano queste sacre costruzioni.
Da lontano compare la statua del Big Budda alta 40 metri posta in cima ad una collina.
Rientriamo facendo tappa a Rawai dove ci concediamo un'abbondante porzione di gambreroni ( 800 bath per kg = 20 euro ) cucinati dallo Sea Gipsy e dopo pranzo acquistiamo alcune belle conchiglie che qui giacciono a migliaia sui banchi dei negozi.
Per smaltire le calorie superflue riusciamo a far tappa a Nai Harn Beach e scattare alcune interessanti immagini del Wat locale.

6/12
Proprio perché è arrivato il momento di cominciare a pensare al rientro, oggi abbiamo deciso di noleggiare un tuk-tuk che resterà a nostra disposizione per arrivare fino al Phromthep Cape, il capo più a Sud dell'Isola.
Contrattiamo il prezzo che fissiamo in 1.200 bath e iniziamo la corsa con un ciarliero autista, arrampicandoci verso Kata-wiew-point da dove riusciamo a fare alcune buone fotografie, interrotti solo da una giovane intervistatrice che vuole conoscere il nostro gradimento sulla Thai.
Proseguiamo passando sulle colline di Nai Harn con visuali mozzafiato da Yanui Bay Wiew ed infine arriviamo proprio al faro posto sul promontorio, da dove l'apparecchiatura di segnalazione posta in uno strano edificio compie il proprio dovere verso un mare fantastico.
Ritornando per la strada di Chalong, chiediamo al nostro autista di fermarsi alla fattoria dove si allevano ed istruiscono al lavoro gli elefanti e la sosta è piacevolmente rallegrata dalle carezze ad un piccolo di non più di un anno.
Passiamo le ultime ore a Kata Noi Beach, in quella parte di spiaggia sotto la collina dove hanno trovato collocazione i migliori alberghi.
Rientriamo e prima di fare le valigie ci concediamo un 'ultima cena all'ottimo ristorante italiano di Kata.

7 - 8/12
Il solito taxi collettivo ci raccoglie in mattinata e con molta calma ci trasporta in aeroporto da dove partiremo alle 17 circa alla volta di Bangkok per arrivare a Milano alle 7 del mattino del 8 Dicembre..




   Dopo una settimana trascorsa al caldo, il giorno 9 Dicembre avremo la sorpresa della neve in città.


























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