lunedì 6 ottobre 2014

Madagascar 2.0





Ricordi di viaggio.
MADAGASCAR – Il ritorno

Scrivo queste righe per non perdere ( oltre quasi tutte le fotografie scattate in quel viaggio ) anche gli ultimi ricordi di una bellissima esperienza vissuta qualche anno addietro, quando per me intraprendere un viaggio importante, che mi tenesse lontano per una decina di giorni, era molto difficile, per impegni di lavoro ed altro.
Lo scopo di questa avventura era fare subacquea in luoghi sconosciuti, esotici ed ancora incontaminati ( per quanto possibile ).
Dopo aver sfogliato a lungo i cataloghi di viaggio verso il Madagascar, memore della modesta esperienza precedente, decido per il Corail Noir, che seppur più lontano dall'aeroporto e dalla principale città di HellVille, ha servizi di qualità superiore e sopratutto, a quel tempo, ospitava il centro sub di Aquadiving con Luca e la Bibi, simpatici e bravissimi dive-masters, conosciuti in precedenza.

16/05
Arriva il giorno della partenza e sono in viaggio : treno, Milano-Malpensa, trascinando una valigia colma di attrezzature sub.
Imbarchiamo su un aeromobile AirItaly che ci porta destinazione con un lungo volo notturno.
Sbarchiamo in un aeroporto da operetta, dove, tutti in coda in una calda mattina, aspettiamo il controllo d'obbligo dei bagagli ed il rispettivo turno per pagare la tassa di ingresso ( 50 euro, se non ricordo male ).
Finalmente libero da pastoie burocratiche, trovo ad aspettarmi all'uscita il referente del tour-operator , che mi presenta un simpatico autista di taxi, ( mi sarà utile per tutti gli spostamenti della settimana dietro un compenso forfettario di 50 euro ) che deve portarmi dall'altra parte dell'isola di Nosy Be.
Arrivo in albergo su una strada dissestata e fangosa, attraversando una distesa di campi incolti, dove una volta regnava la canna da zucchero.
In attesa della cena esco sulla lunga spiaggia deserta, dimenticando che qui il sole cala molto presto e che non esiste illuminazione pubblica.
Sorpreso dal buio, un poco disorientato e timoroso dell'arrivo dell'alta marea che pensavo avrebbe dovuto essere imminente, per qualche attimo non so che fare e seguo la riva nella direzione sbagliata, fino ad arrivare a vedere le luci dell'Orangea Club.
Mi rendo conto dell'errore e ritorno sui miei passi, sentendomi sicuro solo quando attraverso il fiumiciattolo posto sul confine con il Corail Noir.

17/05
In una splendida mattina, l'isola di Nosy Sakatia fa bella mostra di se proprio di fronte all'hotel e la spiaggia, per effetto di una bassa marea esagerata, si stende al sole per oltre 200 metri.
Dopo i saluti, gli abbracci ed un rapido resoconto circa le ultime novità, partiamo con la barca per le due immersioni quotidiane, dirigendoci in un punto del canale di Mozambico dove abbiamo sempre potuto osservare mante e mobule.
Non troveremo solo quelle, ma anche balene e squali balena, per tutta la settimana.
Si farà la prima immersione, la più profonda, nei vari punti individuati dallo staff, per poi ritornare qui per fare snorkeling e seguire le tracce di grandi cetacei, segnalati in zona.
A sera si ritorna in albergo per una buona doccia, cena e risate, in compagnia di una copia ospite dell'hotel e di altri italiani alloggiati all'Orangea, pronti per l'immersione del giorno dopo.

18 – 19 – 20 – 21 / 05
I giorni trascorrono tutti uguali, ma cambiano le immersioni ed i luoghi dove si va a far pranzo : una spiaggia deserta, un villaggio di pescatori od un ristorantino.
Ricordo con piacere il pranzo che ci è stato preparato in un piccolo villaggio senza nome, dove la sparuta banda dei sub ha divorato quanto tutta la comunità forse non avrebbe consumato in un mese : pesci, molluschi, crostacei, tutti assolutamente buonissimi.
In altre occasioni siamo approdati a Nosy Iranja , Nosy Ratsy, Nosy Mitsio e Nosy Komba, per apprezzare ora il confezionamento di grandi tovaglie ricamate, ora la preparazione di collane e manufatti di legno, ora la presenza di scimmiette dispettose o coloratissimi camaleonti, ora per gustare saporiti piatti locali.
I siti di immersione, uno più bello dell'altro, hanno mostrato spettacoli insoliti ed affascinanti.
Al Banco di Ross un anemone rosso ( molto raro ) con i piccoli Nemo, suoi ospiti, ci ha regalato momenti magici e nel “parco divertimenti” i molti tipi di coralli e gorgonie, frequentati da stuoli di azzannatori gialli, hanno catturato la nostra attenzione ai massimi livelli.
Per tutta la settimana è durata la presenza di grandi cetacei, che in più occasioni si sono lasciati avvicinare, così da poter fotografare una madre con al fianco il suo piccolo ( si fa per dire ).
Un pomeriggio intero è durata la presenza di almeno un paio di squali balena, di cui uno enorme e senza paura, che ci ha procurato foto bellissime.
Credo, nella concitazione dei momenti che hanno preceduto il tuffo in acqua per trovarmi vicino al soggetto da fotografare, di aver sistemato malamente o di aver danneggiato l'O-ring della macchina fotografica, così che ho dovuto tristemente constatare che la stessa era defunta per annegamento, perdendo le immagini scattate nelle precedenti immersioni.

22/05
Ultimo giorno, passato a terra per poter salire sull'aereo il giorno successivo.
Accompagnati da un ottima guida, abbiamo deciso con la coppia ospite in hotel, di compiere un tour per l'isola utilizzando i quad.
Per un intero pomeriggio abbiamo scorrazzato per le strade dell'isola, salendo sull'orlo di un vulcano spento, poi al suo interno dove un piccolo coccodrillo ( più spaventato di noi ) ha fatto una fugace comparsa, poi alle cascate ed infine alla distilleria di fiori di ylang-ylang, il tutto per circa 70 euro.
Stanco e bruciato dal sole, mi sono svegliato appena in tempo per non perdere il rendez-vous ad HellVille per la cena d'addio a tutto il gruppo, sub e non sub.

23 - 24/05
Avvisato per tempo da Luca, ho evitato di acquistare conchiglie e legno lavorato, al fine di evitare salatissime multe all'uscita da Nosy Be, anche se, per la verità, nessuno si è sognato di degnare di uno sguardo i bagagli dei presenti.
Ci imbarchiamo alle 11 circa del mattino e dopo circa 3 ore di volo, l'aereo compie una virata e torna da dove era partito per riparare uno dei sistemi di atterraggio cieco, stante l'annunciata presenza di pessime condizioni meteo sia a Roma che a Milano.
Atterriamo a Milano con più di 5 ore di ritardo, in piena notte, senza più bus, treni o mezzi alternativi di trasporto.
Con la coppia del tour in quad, riusciamo a catturare un taxi che ci svuota le tasche di quel poco rimasto per portarci a Milano, da dove con il primo treno disponibile ho fatto ritorno a casa.

Fidarsi degli aerei è bene, ma non fidarsi è meglio.

































venerdì 3 ottobre 2014

Emirati Arabi : DUBAI ed OMAN




Ricordi di Viaggio


Doveva essere un viaggio senza troppe pretese, finalizzato a fare una settimana di immersioni a stretto contatto con la natura, in un ecoresort di bungalow estremamente essenziali in riva al mare, ma qualcuno decise che non potevo andare in giro per il mondo corredato dalla sola coperta di Linus.
Confesso che questo era il primo vero viaggio fuori della cara e vecchia Europa, dove in qualche modo ci si arrangia sempre con lingua, consuetudini, modi di vita e quel qualcuno, approfittando di questa mia carenza, mi sistemò in alberghi di lusso lontani 30 km. dal mare, affidandomi alle cure dell'organizzazione di “Grandi Viaggi”.
Per evitare l'uso dell'auto, a causa delle pessime condizioni meteo, decisi di partire con il treno, comodo e non dispendioso, seppure all'epoca non esistesse il Malpensa Express, ma solo il collegamento con autobus.

21/02
In un'orribile giornata di fine Febbraio, con una pesante valigia colma di attrezzature sub, arrivo finalmente in aeroporto e dopo aver consegnato i bagagli riesco a rilassarmi, così tanto da arrivare a Dubai dormicchiando e senza quasi accorgermene.
Mentre cercavo il nastro della riconsegna bagagli, distrattamente ho imboccato la via dell'uscita, trovandomi improvvisamente di fronte al tizio che reggeva il cartello con il mio nome.
Invano ho tentato di spiegargli che stavo ancora aspettando la mia valigia, perché, quasi a forza, sono stato sospinto in un auto, che doveva assolutamente sgomberare il posto in cui era parcheggiata, perché due poliziotti si stavano proprio arrabbiando.
In meno di 10 minuti siamo arrivati all'albergo che era proprio alle spalle dell'aeroporto.
Inutilmente ho cercato di spiegare il mio problema, sia all'autista che alla reception, con il risultato di finire a letto senza cena per l'ora tarda e senza bagaglio.

22/02
Il mattino successivo, sveglio di buon'ora, ho contattato il referente responsabile, nonché guida della Grandi Viaggi, spiegandogli l'accaduto in una lingua a me congeniale : l'italiano.
Con il tizio, un egiziano con laurea italiana, abbiamo raggiunto a piedi un sito dell'aeroporto dove per miracolo è spuntata la mia valigia e tutta l'attrezzatura in essa contenuta, anche grazie ad una lauta ricompensa.
Sistemata la faccenda, ho incontrato tutto il gruppo Grandi Viaggi e con loro è iniziato il tour di Dubai : la vela ( Turji el Arab ), lo sky-line lungo la baia, il museo etnografico, un paio di moschee, il mercato del pesce, il grand-bazar, suk dell'oro ed altro ancora, mentre ci spostavamo da una parte all'altra della città, utilizzando un minibus e mezzi locali.
Divertente ed originale la traversata della baia su una barca stracarica.
La sera è arrivata fin troppo presto e dopo una buona cena, una notte di riposo.

23/02
Svegliato a forza dal telefono, mi sono fatto portare con un taxi allo stadio della neve, dove, per un prezzo notevolmente alto, ho fatto un paio di discese con gli sci mentre fuori c'erano almeno 30° all'ombra.
Con tutto il gruppo, nel pomeriggio, abbiamo fatto visita al campo ippico ed alla spiaggia, dove in buona parte è già costruita ed abitata la prima palma ( isole di sabbia a formare la figura di una palma, con ville da fantascienza ) e fervono i lavori per altre opere a mare ( Palma 2 e World )
Una cosa da non credere sono le aiuole a lato di molte strade : prati verdissimi ed un'infinità di petunie di ogni colore.
Le palme messe a dimora a lato delle strade di accesso alla città sono tutte provenienti da altre regioni arabe.

24/02
A metà mattina mi trasferiscono all'aeroporto e in un ora di volo arrivo a Muscat, in un aeroporto che è un lontanissimo parente di quello di Dubai.
Nessun problema per i turisti, ma ho visto persone, di etnia probabilmente indiana, essere trattate a pesci in faccia, isolate, perquisite ed interrogate in malo modo per aver osato entrare, più o meno legalmente, in terra omanita.
Chi viene a lavorare qui, come negli altri Emirati, non ha molti diritti, soprattutto la comune manovalanza, che terminato un duro lavoro, viene semplicemente espulsa, senza nemmeno aver maturato una contribuzione pensionistica o qualsiasi altra forma di previdenza.
Fuori dalla stazione aeroportuale ( questa volta con la valigia in mano ) mi aspetta, su un fuoristrada gigantesco, un simpatico ragazzo italiano che, sentite le mie richieste, si fa carico di tradurle alla reception : avrò, per i giorni a venire, un auto del Diving che mi raccoglierà e porterà a fare immersioni nella regione del Musadam, proprio dove avrei voluto andare originalmente.
L'albergo è un Grand Hayhatt, immenso, bellissimo ed in cui è necessario utilizzare un cane-guida per ritrovare giornalmente la strada della camera; piscina, spiaggia privata, discoteca, biblioteca/emeroteca in varie lingue, diverse sale da pranzo a tema ed una hall che pare un campo da calcio con alcune statue bronzee a grandezza naturale, di cui una a cavallo.
Ogni pomeriggio e sera si alternano al pianoforte artisti sempre diversi, che tengono occupate, nella parte destinata a caffetteria, le orecchie degli ospiti, in minima parte europei ed in maggioranza facilmente individuabili come importanti personaggi locali, per foggia del vestiario ed usi non certamente europei.
A cena ogni desiderio viene esaudito : mai visto un buffet così vario ed abbondante con almeno una quindicina di portate diverse per ogni tipologia, dagli antipasti ai dolci.
Ho chiesto un'acqua minerale e mi è stata portata una San Pellegrino.

25-26-27 /02
Mi alzo al sorgere del sole e mentre attendo il mezzo che mi porta ad diving, rimpiango la deliziosa colazione che sto perdendo.
La strada offre un susseguirsi di differenti panorami che non permettono di annoiarsi : dal pietroso deserto ad una verdeggiante valletta, dalle congestionate vie nei pressi dell'animato porticciolo di barche da pesca ad un'autostrada sempre poco frequentata, dalle grandi e piatte distese all'attraversamento di una roccaforte rocciosa.
Il Diving, proprietà di una francese, è ben attrezzato e ha ottime barche per raggiungere i punti di immersione.
Curioso il mezzo di trasporto delle bombole : un carretto trainato da un asino, che approfittando dei bassi fondali porta il materiale sin sotto il bordo.
Belle ed interessanti le tre immersioni giornaliere in acque chiare, pulite e con abbondante fauna ittica.
Dopo ogni immersione, si consumano la pausa deco ed il pranzo in qualche caletta, rientrando in porto quasi a buio.
Ogni giorno, per tre volte, abbiamo cambiato luogo di immersione ed è rimasta nel mio cuore quella effettuata lungo una costa rocciosa, trascinati dalla corrente in un'acqua limpida di un blu intenso, fino ad un promontorio dove siamo stati recuperati dalle barche.

28/02
Oggi il tempo è brutto ed il mare molto agitato.
Ci viene proposto, al prezzo delle due immersioni giornaliere, di effettuare un escursione fino a Muscat, poi nel deserto fino ad una località, dove si estraggono pietre semi-preziose che vengono lavorate sul posto.
Accetto e non mi pentirò di aver fatto tale scelta : molto interessanti e belli i posti visitati, anche se ho avuto qualche difficoltà a seguire le spiegazioni in inglese della guida.
Lungo la strada, il gruppo si è fermato in una grande verdissima oasi, dove ci sono stati offerti pane, formaggio, molta frutta buonissima, datteri di diverse qualità, caffè e te.
Il rientro in albergo è ad ora tarda.


01/03
Ricordo particolarmente questo giorno, che per un verso è stato terribile, ma che mi ha permesso di vedere cose che non avrei potuto altrimenti.
Durante la seconda immersione, mentre stavo cercando di fotografare qualcosa di interessante tra i massi vicino a riva, la risacca mi ha spinto indietro e per evitare di finire rovesciato ho allungato la mano all'indietro, non sapendo che, nascosto in quel posto, c'era qualcuno che non ha gradito l'intrusione.
Un forte dolore ed uno strappo potente mi hanno avvisato che ero stato morso, non so da cosa.
Ritornato alla barca, ho trovato la mano destra, in parte protetta da un guanto in pelle e tela, lacerata malamente e profondamente tra pollice ed indice, con segni inequivocabili di un morso sul dorso.
Aiutato da una signora inglese, che cercava disperatamente di tamponare la copiosa perdita di sangue, sono stato indirizzato all'ospedale più vicino, al quale mi ha condotto la signora francese proprietaria del diving, che offertasi quale traduttrice, mi ha consentito di colloquiare con il personale sanitario omanita.
In quell'occasione ho scoperto che per essere ammessi all'interno della struttura ospedaliera è necessario pagare e poi pagare ancora per le cure ricevute ( quasi 200 euro ).
Un giovane medico ha suturato e fasciato le ferite, mettendomi in condizione di ritornare a recuperare le attrezzature subacquee, che faticosamente ho riportato in albergo.
In questo modo avrebbe potuto finire l'avventura in Oman se quella sera, facendo un resoconto dell'accaduto al referente della Grandi Viaggi, non mi fosse stata proposta una comoda escursione verso l'interno.
Detto e fatto.

02/03
La mano mi ha fatto dormire malamente, ma alle sei del mattino ero già davanti all'ingresso ad aspettare l'auto che ho noleggiato con autista.
La prima fermata è presso un accampamento di “gente del deserto” che vive qui con gli animali che una volta gli permettevano di spostarsi e vivere in quelle regioni, mentre ora sono solo un attrazione turistica.
Sono stato ricevuto sotto un'ampia tenda circolare, dove dopo l'immancabile the, mi sono stati proposti oggetti ricordo dai prezzi improponibili.
Ripresa la strada, ci siamo fermati, in pieno deserto, presso una sorgente d'acqua dove, tra le palme, era stata allestita una piscina naturale ed i frequentatori vi stavano tranquillamente facendo il bagno.
In quel posto il mio autista ha tirato fuori, da un frigorifero portatile, ogni bene di Allah ed abbiamo pranzato.
Dopo una lunga sosta a Nishua per curiosare negli ambienti della storica fortezza e nel vicino suk, un ampio giro nel deserto ci riporta in albergo, dove una doccia lunghissima mi rimette in forma per la cena e mi dà la forza di preparare le valigie.

03/03
Sono le dieci del mattino quando la sveglia del telefono mi scuote da un sonno ancora profondo.
Con calma raccolgo tutto quanto è ancora fuori dalle valigie e sceso dal concierge mi accordo per il trasporto in aeroporto.
Pranzo, pisolino, bagno in piscina, passeggiata sulla spiaggia ad osservare come si pesca e si recuperano le reti con due fuoristrada e verso le 20,00 mi trasferiscono in aeroporto.
Al desk del ceck-in mi dicono che l'aereo è completo e che non posso imbarcare, ma alla mia reazione rivedono la loro posizione ed a mezzanotte circa si atterra a Dubai.
E' lunga la notte da passare, anche gironzolando per un aeroporto immenso con molte curiosità da osservare.
Arriva il momento dell'imbarco, ma non della partenza, perché sulla pista si è levata una nebbia peggio che in Val Padana e per un paio d'ore tutto si è fermato.
Il ritardo accumulato viene ulteriormente dilatato causa una forte perturbazione sulla Jugoslavia, che costringe l'aereo ad un ampio giro che ci spinge fin sopra Vienna, fino a quando, con tre ore abbondanti di ritardo, arriviamo a Malpensa.
Il ritorno a casa non ha storia, se non che la ferita alla mano ha avuto bisogno di urgenti cure, minacciando un estesa infezione.

Non ho mai saputo quanto è costato questo viaggio, ma credo che qualcuno lo abbia pagato intorno ai 5.000- euro.

























Rodi

RODI 


   Sono già le tre di notte ed ancora nessuno è riuscito a chiudere occhio perché tra un'ora ci trasferiamo ad Orio al Serio per il volo Ryanair che alle 6,15 ci porterà a Rodi.
                   ( 534 €. compreso assicurazione e 15 Kg. di bagaglio in stiva )

   L'avvicinamento ad Orio al Serio è stato piacevole ed è stato facile trovare il parcheggio dove lasciare l'auto durante la nostra assenza ; solite code al check-in e finalmente si parte.
Dopo un volo tranquillo, arriviamo a Rodi alle 10 del mattino e restiamo in attesa del noleggiatore che ci deve consegnare l'auto prenotata dall'Italia, giocando a nascondino nell'atrio dell'aeroporto per un buon quarto d'ora.
Ci consegnano un'attempata, coloratissima Suzuki gialla ( spesa 225 euro per 7 giorni ) e pochi minuti dopo siamo in marcia per Lindos.
Riusciamo a bisticciare per una svista sulla strada e per scaricare la tensione scattiamo foto a raffica,  prima sulla spiaggia di Vliha e poi davanti a Lindos, che con la vista sulla sua Acropoli, ci lascia a bocca aperta.
L'albergo è molto carino, anche più di quanto non sembrasse nelle foto del web, con belle aree comuni ed una graziosa piscina contornata da prati verdi ed alberi.
Una gentilissima signora ci accoglie ed accompagna alla camera 102, facendoci restare sbalorditi, una volta aperta la finestra, per il quadro che si presenta ai nostri occhi e da cui è difficile distogliere lo sguardo : a destra l'imponente e scoscesa scogliera di Navarone, dinnanzi un mare blu appena increspato dal Melteni serale ed a destra il promontorio che ci divide da Lindos.
Cena e poi a cercare di recuperare una notte insonne.


10/07 – Mercoledì
Una buona piacevole colazione e poi via verso Lardos con l'intenzione di arrivare a Prassonisi lungo la strada costiera.
Nei pressi di Lardos, a meno di 10 Km, troviamo una piccola incantevole baia dall'acqua trasparente e chiara, dove ci fermiamo a fare un bagno, che ci aiuta a mitigare il caldo, prima di ripartire sotto un sole feroce.
Molte curve ed altrettanti km dopo, imbocchiamo una strada in discesa mentre davanti a noi si apre l'ampia rada di Prassonisi dove il vento sta spazzando con rabbia la sabbia facendo volare i granelli che ci colpiscono il viso come aghi pungenti .
Il mare, in un tripudio di bianca schiuma, si frange sulla lunga spiaggia dorata sopravento ad Ovest, mentre sulla spiaggia a Sud/Est, riparata da un isolotto, una miriade di sky-surf, surf e tavole fanno a gara nel cogliere l'attimo che li porterà più in alto o più veloci sull'onda : magnifico spettacolo !
A malincuore lasciamo questo luogo meraviglioso e andiamo verso Monolithos senza nemmeno sapere cosa troveremo, basandoci solo sull'ispirazione che ne deriva dal nome.
Molti km ed altrettante curve dopo, in un altalenarsi di paesaggi quasi alpini se non fosse per gli squarci di panorama a picco sul mare, mentre il tempo cambia rapidamente e dal mare sale una insolita nebbia, ci fermiamo ad acquistare miele e marmellata.
Scorgiamo, nel turbinio di bruma che sale dal mare, un enorme pilastro di roccia che sulla cima reca tracce di costruzioni.
Aguzziamo la vista cercando di vedere quello che la nebbia ci nasconde, ma riusciamo a scorgere solo due mezzelune di spiaggia ai piedi della gigantesca rocca che si erge da un mare di un blu intenso.
Vorremmo procedere per curiosare e scoprire cosa si nasconde su quel monte, ma il tempo peggiora ulteriormente e decidiamo di fare ritorno, non lungo la costa ma per il centro dell'isola:  bei panorami e strade più che scorrevoli, seppur molto tortuose.
Rientriamo in albergo in tempo per la cena e per visitare Lindos by night, perdendoci nelle stradine piene di gente, che cerca di scorgere sui banchi dei numerosissimi piccoli negozi il proprio più vantaggioso acquisto.






11/07 – Giovedì
Ci mettiamo in marcia per raggiungere la “Valle delle Farfalle” ma abbiamo qualche difficoltà a trovare la strada giusta a causa dei lavori stradali, nei pressi di Afantou, che hanno spazzato via le indicazioni.
Questa attrazione è una verdeggiante valle che nasconde, tra le fronde degli alberi,  una specie endemica di farfalle che ogni anno nascono, crescono e si moltiplicano .
Torniamo verso le spiagge facendoci incuriosire dall'indicazione “LADIKO'” e dalla più nota “A. QUEEN BEACH” : la prima è una bella baia recintata da rocce calcaree che la cingono e con  acqua trasparente dai colori cangianti, ma la seconda è la più bella che abbia mai visto.
Ci appare all'improvviso tra le fronde dei pini, dopo aver lasciato l'auto in un polveroso parcheggio, rivelando acque trasparenti e chiare di un azzurro incredibile cui non si può resistere.
Dopo le immancabili fotografie, non può si può fare a meno di un bagno rilassante per ricostituire le forze necessarie a risalire il colle che fa da spalla alla baia e sulla cui sommità troviamo una minuscola chiesetta con annessa abitazione del pope in un ex bunker ( ora abbandonata ) ed un panorama stupendo sulla A. Queen,  sulla Ladiko e sulla lunghissima spiaggia di Faliraki.
Ritorniamo in albergo e ci tuffiamo per l'ennesima volta, non in mare, ma in piscina per un fine giornata stupendo.

   12/07 – Venerdì
Ci alziamo di buon'ora perché abbiamo deciso di visitare Rodi.
Un'ora dopo stiamo costeggiando le mura della città vecchia e dopo aver cercato parcheggio, passeggiando lungo il porto commerciale, entriamo per la “Porta della Vergine” e ci tuffiamo in un mare di storia.
Ogni pietra, ogni edificio ha qualcosa da raccontare e seguendo con lo sguardo l'alto minareto della moschea di Solimano, arriviamo alla Torre dell'Orologio e poi al museo Bizantino ed al Palazzo del Gran Maestro per finire lungo la Via dei Cavalieri.
Dopo qualche istante di sosta all'ombra, ci dirigiamo lungo i moli di porto Mandraki sino al vecchio forte di S. Nicola ( ora sede del faro ) per ammirare le colonne poste nel luogo del “COLOSSO DI RODI”.
E' il porto con le acque più pulite e trasparenti che abbia mai visto.
Di ritorno, dopo aver fatto sosta per qualche fotografia in diversi luoghi, ci fermiamo per un bagno a Tsampika, una larga spiaggia ridossata ad una imponente parete di roccia e contornata da dune di sabbia dorata-
L'arenile , per due terzi è occupato da stabilimenti balneari é per il restate completamente libero e selvaggio.
Paesaggio, mare e spiaggia da ricordare.



13/07 – Sabato
Ci aspetta una giornata di mare, che per stanchezza decidiamo di trascorrere a Lindos nella baia di St. Paul posta esattamente sotto l'alta rupe dell' Acropoli, di cui si intravedono i resti del tempio di Atena.
L'acqua stupenda, trasparente e multicolore, cangiante tra l'azzurro ed il blu intenso, fa di questa baia una delle più belle, anche per lo scenario in cui è inserita.
Restiamo tutto il giorno con i piedi nell'acqua , chiacchierando con il vicino italiano casualmente incontrato a Rodi ed assistendo ad un matrimonio celebrato nella cappellina dedicata al Santo, posta sulla scogliera che protegge la baia.
In albergo chiediamo informazioni per una gita in barca, accorgendoci che il giorno dopo sarà già domenica : ci eravamo persi un giorno, tanto intense e piacevoli sono state le giornate trascorse.


14/07 - Domenica
Abbiamo rifatto la strada fino a Rodi per imbarcare sul Fast Ferry che per 20 euro ci porterà a Panormitis ed a Symi.
La navigazione è tranquilla e sembra che una moltitudine di greci abbiano avuto la nostra stessa idea perchè la nave è stracolma.
Arriviamo, in circa un'ora e 30 minuti, a Panormitis, un porto dall'acqua limpidissima e chiara, da cui si accede al monastero che custodisce una bellissima chiesetta ricchissima di affreschi, tanto che neppure un centimetro delle pareti e del soffitto è più libero. All'interno, condita con il fumo delle candele, si respira un'aria di sacralità che la presenza di una moltitudine di persone rende quasi tangibile.
Due piccoli ma bei musei, ci attendono nel recinto del monastero :
          - la raccolta degli ex voto e delle interessanti reliquie del monastero,
        - il museo etnico, che in poche stanze racchiude i modi di vivere della popolazione del luogo fino a 50 anni prima e che, in molte cose, ricorda quello dei miei nonni nella gestione del frantoio per olive.
    Dopo un'altra ora di navigazione arriviamo a Symi, gustando le belle case colorate e decorate, disposte sullo scosceso pendio che precede il porto, ai margini del quale si distende tutto l'abitato, composto da case di due piani dipinte con tinte pastello e con il frontale richiamante quello dei templi greci.
    Fà molto caldo ma non rinunciamo a percorrere tutto il paese, fermandoci dopo tanto camminare, ad un simpatico baretto, dove un simpatico gestore, ci accoglie sotto l'ombra di un gelso in riva al mare ( il prezzo delle consumazioni sarà pari a quello dello Sporting di Montecarlo !!!).
    Si riparte alle 17,00 per raggiungere Rodi alle 18,30 ed arrivare in albergo in ritardo, a cena.


15/07 – Lunedì
Nell'ultimo giorno di permanenza è d'obbligo andare all'Acropoli di Lindos.
Lasciata l'auto in parcheggio, Gis monta in groppa ad un asino per scalare il pendio che ci porta all'ingresso della rocca ( 6 euro ), evitando la dura e lunga salita
In alto lo spettacolo non ha uguali : bellissimo il sito, ma dovunque si guardi il panorama toglie il fiato e lascia a bocca aperta.
Sotto di noi giacciono la St. Paul bay, la miriade di bianche case dell'abitato addossate l'una all'altra, le due spiagge e la baia-porto di Lindos, mentre un mare blu cobalto bagna i piedi dell'alta rupe rossastra.
Molto interessanti i resti storici (in buona parte restaurati dagli italiani) risalenti dal VI° a.C. fino al Xll° secolo, lasciati da Greci, Romani, Ottomani, Bizantini e Cavalieri cristiani.
Dopo un paio d'ore, ci godiamo una breve sosta per un bicchierone di aranciata spremuta al momento e ci lasciamo travolgere dal fiume di persone che si riversano nei vicoletti di Lindos. Dopo la necessaria visita alla chiesetta di Panaghia, esauriti i motivi di sosta, decidiamo di andare ad una spiaggia cui eravamo giunti per caso qualche giorno prima : la “golden sand” nei pressi del castello di Feraklos, che la sovrasta.
Vi si arriva prendendo una strada a sinistra prima dell'abitato di Charaki, seguendo l'indicazione “ golden sand” sino al parcheggio sotto il castello e proseguendo su uno sterrato fino alla spiaggia.
All'inizio si vede, in un insenatura riparata da rocce, un'acqua trasparitissima dai bei colori, poi sabbia di color ambra ed acque caraibiche al fondo di una cala interamente occupata da stabilimenti balneari ben attrezzati con docce e spogliatoi ( ombrellone e due lettini 8 euro ).
Restiamo fino a sera nuotando in acque basse, dove la sabbia si protende fino a 50 metri dalla riva e dove raccogliamo alcune conchiglie della specie “conus”.
In una sola parola : MERAVIGLIOSO.
Rientriamo in albergo per l'ultima cena e per preparare le valigie.


16/07 – Martedì
La sveglia ci avverte che è ora di avviarci  all'aeroporto dove arriviamo dopo aver sprecato  parecchio tempo per non aver visto la deviazione stradale opportuna ed essere giunti sino a Rodi città.
Riconsegniamo l'auto dove previsto e ci presentiamo al ceck-in.
Volo e rientro  senza problemi.

E' stata una settimana brevissima e meravigliosa.
Mai un minuto di noia, luoghi di molto interesse e spiagge bellissime : ritornerei volentieri.



Costo totale 1.700 euro in due.